Lega Pro, Girone A – Viterbese, un bunker chiamato Iannarilli

Giocava nella Lazio ma aveva un’altra fede: “Tifo Inter come tutta la famiglia”. Di padre, in figlio: “Papà è sempre stato interista, mi ha trasmesso questa passione”. Di mestiere fa il portiere ma vanta un gol tra i pro ai 91esimo: “I miei compagni erano increduli”. Forse neanche lui: “Ho pensato, ora mi butto”. Intuizione vincente: “Da lì hanno iniziato a chiamarmi bomber”. Bobo32 scritto in maiuscolo sull’armadietto: “Ho tranquillizzato tutti però, il giorno dopo sono tornato subito in porta!”.

Adesso blindata, chiusa. Iannarilli e i suoi guantoni impenetrabili. Viterbese bunker d’Europa con 2 soli gol subiti in 9 partite (e 0 sconfitte). Nessuno come loro tra i pro, un record che la società custodisce gelosamente e con orgoglio. Con un “grazie” al numero uno arrivato quest’anno. “Buffon? Neuer? Guarda e passa”. Oggi il ruolo di Superman se lo prende proprio lui, Antony Iannarilli detto “Ianna”. Identikit rapido e veloce: portierone d’Alatri, amante della musica. Un classe ’90 cresciuto nella Lazio con qualche panchina in prima squadra: “Un sogno realizzato”. Poi, pero, nessun esordio e via di prestiti. Prima vicino casa, all’Isola Liri, poi il contratto a Salerno: “Sono sceso in D per i biancocelesti”. Dagli allenamenti con Muslera: “Da lui ho imparato tanto”. Ai campi di provincia. “Nonostante tutto mi hanno formato”. Tre anni d’emozioni (e promozioni) coi granata, fino al ritorno tra i professionisti dopo il fallimento della società: “Ho un ricordo bellissimo di Salerno, rimarrà sempre con me. Con alcuni eravamo come fratelli”.

Mendicino, Tuia, Sbraga, Perpetuini, Luciani. Bel gruppetto di romani all’ombra dell’Arechi. Tutti ex compagni ai tempi della Lazio Primavera, tant’è che l’anno scorso hanno fatto un viaggio negli States e… se lo son tatuato sulla pelle. Le date, la bandiera, quel ricordo che vivrà per sempre. #Memories. Un’amicizia costruita nel tempo: “Giocavano a carte fino a tarda sera, mi costringevano a controllarli nelle loro stanze durante i ritiri!” racconta Roberto Sesena, ex allenatore di Iannarilli ai tempi della Primavera biancoceleste: “L’ho avuto per 3 anni, è sempre stato un bravo ragazzo – ci dice in esclusiva – era bravo nelle uscite, aveva una buona presa, col tempo è maturato dando continuità al suo rendimento”.

Professionalità, impegno, fermezza. Tanta grinta. Uno che non molla mai” assicura Alessandro Carta su GianlucaDiMarzio.com, ex coordinatore dei portieri della Lazio dal 2002 al 2012: “Era sempre concentrato, prendeva pochi gol e parava in tutti i modi. Non è uno che fa papere, sbaglia pochissimo”. Temperamento eccezionale: “E’ un ragazzo generoso, sempre sorridente, non ha mai avuto atteggiamenti sbagliati. Vanta anche un gol tra i professionisti”. Con la maglia del Gubbio due anni fa, ve l’abbiamo raccontato. Bobo “Ianna” 32: “In carriera ha avuto anche un brutto incidente”.  Gravissimo e rischioso. Iannarilli gioca con la Salernitana, è il 24 febbraio 2013. Il portierone esce dai pali come sempre ma ha la peggio in uno scontro. Attimi di panico, terrore. Paura: “Mi si è rotta la milza, mi è venuta un’emorragia interna. Per asportarla mi hanno operato d’urgenza e ho rischiato di morire. Penso di aver visto la morte in faccia, davvero”.

Ripartire non è facile, ma Iannarilli è uno che “non molla”. Uno bello tosto. Gubbio, Pistoiese, sempre titolare (l’anno scorso ha vinto il premio come miglior portiere dell’anno in Lega Pro). Ora Viterbo e il record tra i pali grazie alla sua grinta: “E’ la sua migliore qualità – continua Carta – non mi sorprende che stia ottenendo questi risultati. Era continuo, affidabile, faceva da chioccia a portieri più piccoli come Berardi, poi ritrovato a Salerno. Nessuna polemica o rivalità”. Futuro? “E’ ancora giovane, ha 26 anni. Ad oggi potrebbe giocare titolare in una buona squadra di Serie B”. Chissà. Viterbese primo pensiero però, c’è una porta da difendere e un sogno da coltivare: “Serie B”. Sussurrato però, guai a gridarlo ad alta voce. “Prima la salvezza”. Cornacchini&co sono terzi a 19 punti, l’Alessandria viaggia spedita a 25. Mai dire mai. Porta chiusa intanto, sbarrata. Tripla mandata e non si passa. Per le chiavi chiedete a Iannarilli.

Francesco Pietrella – Gianlucadimarzio.com

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