L’OPINIONE DI – Simone Lunadei, che fascino questa Eccellenza: “Occhio all’outsider! Che tristezza non leggere più della Lodigiani…”

Ha mollato da un pezzo il calcio giocato, non per limiti sopraggiunti d’età, ma perché gli impegni lavorativi incombono. Simone Lunadei è stato faro delle mediane in cui si è destreggiato. Ha vestito i panni della Lodigiani, la gloriosa società che ha forgiato tanti talenti nella nostra regione. E che ora rimpiange, data la scomparsa dal panorama calcistico. Incontrato dalla redazione di Lazioingol.it, Lunadei ha parlato anche del campionato d’Eccellenza, promuovendo la sua possibile outsider nel girone A.
Hai avuto modo di osservare i gironi di Eccellenza. Pronostico chiuso nel girone A, mentre nel B c’è più bagarre. Che ne pensi? “Seguo con grande attenzione il girone A, ci sono parecchi miei amici e calciatori che hanno giocato con me. Rispetto a qualche anno fa il livello è migliorato di molto. Secondo me il Tor Sapienza – nonostante la brutta sconfitta rimediata ieri – farà molto bene quest’anno, anche grazie all’acquisto di Alessandro Volpe. Con la sua fantasia ed esperienza alla lunga riuscirà a fare la differenza in un campionato del genere. Comunque stiamo parlando di un gran bel raggruppamento, con piazze dalle grandi tradizioni. Ci sarà da divertirsi. Il girone B invece è più equilibrato e molto fisico. A mio avviso devono ancora uscire i veri valori e compagini come San Cesareo ed Aprilia devono ancora ingranare la marcia”.
 
Hai trascorso anni nella gloriosa e blasonata Lodigiani, fino ad arrivare alla vecchia C2. Ti rattristisce il fatto che il presente abbia spazzato via quella realtà? Quali sono i tuoi ricordi più belli di quel periodo? “Ho avuto la fortuna di militare per 12 anni in uno dei vivai più importanti d’Italia e che purtroppo ora non esiste più. Mi rattrista molto vedere il calcio giovanile di oggi, sopratutto quello laziale. Un tempo una società come la Lodigiani puntava sì alla formazione del ragazzo a livello calcistico, ma soprattutto a livello caratteriale. Questo oggi manca ed in campo si avverte. I giovani d’oggi ne avrebbero veramente bisogno! Di ricordi belli ce ne sono parecchi, a prescindere dai risultati. Ho disputato parecchie Finali nazionali, ma i ricordi più dolci derivano dall’unione instaurata all’interno del gruppo in quegli anni. Siamo cresciuti tutti insieme e ancora oggi, dopo tanti anni, ancora ci vediamo. Il calcio è movimento d’aggregazione, serve soprattutto a questo, a formare e cementare rapporti”.
 

Lascia un commento