LAZIALI D’ESPORTAZIONE – Abbandonate le rive del (Tras)Tevere, Marco Proietti: “Pineto? Un’opportunità, annata decisiva per me”

Sono tanti i ragazzi della nostra regione sparsi per l’Italia e all’estero. Laziali d’esportazione, nuovissima rubrica di Lazioingol.it, punta a riavvicinarli idealmente a casa, indagando circa le nuove abitudini, i nuovi usi e costumi. Il nuovo modo d’intendere e di vedere il football, lontano dal rassicurante focolare domestico.

Sotto la lente d’ingrandimento, in questa puntata, Marco Proietti, seconda punta del Pineto, girone F di Serie D. Ha rifatto il bagaglio il ragazzo classe’89. Non è la prima volta in carriera, chissà, probabilmente non sarà neanche l’ultima. Ha abbandonato il nostro calcio regionale, dopo un biennio più che felice al Trastevere di mister Pirozzi. Bottino di reti importante (17) per una seconda punta che ama svariare in campo. Ha riabbracciato la terra d’Abruzzo, già calcata durante l’esperienza di Sulmona, annate 2012/2014. Specialista in promozioni, quest’anno Marco cerca nuovi stimoli. Il suo racconto esclusivo a Lazioingol.it.

Inizio di stagione balbettante per il Pineto. Cos’è che ancora non gira? “Abbiamo iniziato con una vittoria che forse ci ha un po’ illuso, siamo una squadra totalmente nuova e molto giovane, é normale che ci siano delle difficoltà iniziali. Molti fanno per la prima volta questo campionato, dobbiamo adattarci in fretta e cercare di dare sempre qualcosa in più del 100%.”.
 
Domenica a Jesi c’è da muovere la classifica… “Esatto, dobbiamo assolutamente fare punti, non tanto per la classifica che dopo 5 giornate assume un’importanza relativa, ma per il morale. Essendo una squadra giovane, il rischio é quello di abbattersi e non ce lo possiamo permettere”.
 
Come hai vissuto l’estate dopo la separazione con il Trastevere? “È qualcosa che ancora fa male. Mi é dispiaciuto soprattutto il modo in cui tutto é finito, sono state dette tante cose false. Qualcuno non si é voluto prendere le proprie responsabilità e si é nascosto dietro a un dito. Detto questo, é inutile fare polemica, la cosa importante é che ora sono felice. Avrei solo meritato sincerità e chiarezza, tutto qui”.
 
Poi il contatto con il Pineto. Ci racconti com’è nata la trattativa? “La trattativa con il Pineto é durata 5 minuti. Il direttore si ricordava di me dai tempi di Sulmona, dove avevo vinto un campionato d’Eccellenza e fatto un ottimo girone di andata in Serie D, prima di andare alla Lupa Castelli Romani nel mercato di gennaio. Appena ha saputo che ero svincolato mi ha contattato. Mi ha convinto subito la serietà del progetto e della società. C’é tanta voglia di fare bene e di fare calcio. Sono contentissimo della scelta fatta, anche se mi porta a stare lontano dalla mia famiglia per qualche giorno a settimana, ma anche mia moglie ha capito l’importanza di questa opportunità e mi sostiene. Questa é l’unica cosa che conta per me”.
 
Non è la prima volta che disputi questo girone. C’è differenza con quello del centro-sud? “Il girone é molto bello, si gioca a calcio e in campi quasi sempre molto curati. La differenza essenziale col girone laziale e sardo é proprio questa. Le strutture sono sicuramente migliori, per il resto é più tecnico come girone, si cerca di giocare a calcio”.
 
Obiettivi stagionali? “L’obiettivo é sicuramente quello di mantenere la categoria. Personalmente spero di fare bene e ripagare la fiducia che hanno riposto tutti in me. Sarà un anno molto importante a livello personale”.
In confidenza, ti è dispiaciuto non raggiungere accordi con una formazione della nostra regione? In fin dei conti, fino a pochi mesi fa eri il capitano del Trastevere… “A dir la verità, i contatti con le squadre della regione ci sono stati. Ho fatto una parte di ritiro col Flaminia, con cui poi non ho trovato un accordo. Ho ricevuto offerte da altre compagini di Serie D, ma secondo me non adeguate al mio valore. Certo, passare da capitano a svincolato noncapita proprio tutti i giorni, ma – ripensandoci – tutto questo mi ha formato e dato stimoli. Ora penso solo al Pineto e alla prossima partita!”.

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