LAZIALI D’ESPORTAZIONE – Milani, cuore d’Aquila: “La distanza ti fa maturare. Tornerei solo se chiamassero da Formello”

Sono tanti i ragazzi della nostra regione sparsi per l’Italia e all’estero. Laziali d’esportazione, nuovissima rubrica di Lazioingol.it, punta a riavvicinarli idealmente a casa, indagando circa le nuove abitudini, i nuovi usi e costumi. Il nuovo modo d’intendere e di vedere il football, lontano dal rassicurante focolare domestico.

Sotto la lente d’ingrandimento, in questa puntata, una vecchia conoscenza della Primavera dell’Aquila. Nelle vene di Simone Milani scorre sangue biancoceleste. È palese, non è un’ovvietà. Frasi fatte non ce ne sono per raccontare l’amore per i colori del cielo, da parte del classe ’96. E lui, d’altra parte, non ha fatto mai nulla per nasconderlo. Anzi. Dopo una stagione in forza al San Severo, l’esterno mancino ha firmato per la gloriosa Nocerina. La Serie D come habitat attuale, sperando in un futuro non troppo lontano di scalare le asperità, per raggiungere il mondo del professionismo. Dimostrando, partita dopo partita, quanto vale. Purtroppo lontano dal nido in cui è cresciuto.

 

Innanzitutto, come va lontano da casa? Non è più la prima stagione ormai, ma essere lontano dagli affetti un certo effetto deve pur farlo… “Non è mai facile giocare lontano da casa. La famiglia, gli amici, le abitudini sono comunque diverse e non è facile all’inizio, ma alla fine chi mi vuole bene – nonostante la distanza – mi è vicino e mi dà la forza. Per me conta questo”.
 
Lontano dalla Lazio soprattutto. L’esperienza in Primavera è terminata. Come ti sei lasciato con la società biancoceleste? “Purtroppo a causa di un incidente non sono riuscito ad esprimermi al 100%. Questo ha di certo influito parecchio nel momento in cui è stata presa la decisione di lasciare la Lazio. È stato un addio senza dubbio doloroso, devo essere sincero. Ma da quel giorno sono diventato più uomo”.
 
Che ambiente hai trovato in Cilento? Nocera Inferiore è una piazza che vive di calcio, la squadra ha un enorme seguito… “Mi trovo bene in questa città, certo all’inizio non è mai facile ambientarsi in un nuovo gruppo, ma grazie ai compagni mi sono sentito subito a mio agio. La piazza merita categorie superiori, adesso sta a noi riportarla dove gli spetta”.
 
Il girone è di quelli tosti. Incontrerai anche diverse formazioni laziali? Ti sei già fatto un’idea riguardo le squadre che ambiranno al vertice? “Il girone, per quanto mi riguarda e per quanto ho sentito dire, è il più difficile che ci potesse capitare. Ma lo sapevamo, ce lo aspettavamo. Ci sono belle squadre, ma preferisco pensare a noi piuttosto che agli altri perché dobbiamo migliorare ancora molto. Secondo il mio modo di vedere possiamo lottare per vincere il campionato. Dobbiamo mettercela tutta perchè, lo ripeto, questa piazza ha bisogno di altri palcoscenici”.
 
Domenica per esempio hai sfidato il tuo ex compagno Lorenzo Pace. Una sfida dal gusto senza dubbio particolare… “Sì, è vero, mi ha fatto strano trovarmelo contro, ma alla fine il bello del calcio è questo, ci si rincontra sempre. La prima l’ha vinta lui, al ritorno sarà tutta un’altra storia. Ci rifaremo e a lui gli faccio un grande in bocca a lupo per il proseguio del campionato”.
 
Non è un mistero, il tuo cuore è biancoceleste. Da ragazzo che ha vissuto la Primavera dell’Aquila, ti sarai sicuramente fatto un’idea sulla questione Cardelli-Lazio… “Non so cosa sia successo, ma quando ero alla Lazio, dopo l’incidente mi hanno trattato come se fossi un giocatore della prima squadra. Sulla storia dei giovani sono d’accordo, in Italia hanno meno possibilità di esordire giovani dal settore giovanile, mentre all’estero invece non è così. Parlando della Lazio, è la squadra più giovane della Serie A ed ha molti ragazzi che provengono dal settore giovanile. In questi ultimi anni ha fatto un buon lavoro, grazie anche al valore dei giocatori che si sono meritati il posto come  Cataldi, Lombardi, Murgia…”
 
Per chiudere, hai voglia di riavvicinarti alla nostra regione? Contatti, chiacchierate, offerte. Ci sono state? “No, per il momento no, non ho ricevuto nessuna chiamata. Se un giorno dovessi riavvicinarmi, lo farò soltanto se la chiamata arrivasse da Formello”.

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