Serie D, Girone G – Civita Castellana caos, i tifosi insorgono contro la dirigenza del Flaminia

Da 500 paganti di media a partita nei primi anni di serie D ai 30 biglietti venduti nel primo match di campionato contro il Foligno. La Flaminia Civita Castellana non ha più appeal nel proprio paese e soprattutto è netto e marcato il malcontento della gente nei confronti del presidente Ciappici e di una società che negli ultimi tempi ha dato pochissimi spazio ai giocatori del posto.
Le vicende relative alle partenze di  Massaini (a La Sabina) e Macrì (civitonico ormai adottato da anni alla Correggese), sono le ultime di una lunga serie. Prima Gentili, Lazzarini, poi Borromei e Salvatori, o Giurato e Persico (mai presi in considerazione) tanto per fare qualche nome: tutti campioncini civitonici costretti ad emigrare altrove per giocare.
Alcuni cittadini e tifosi da tempo vicini alla Flaminia e che seguono con interesse le due vicende hanno spedito una lettera all’Amministrazione Comunale. L’indice è direttamente puntato sul presidente Ciappici:

Alla cortese attenzione
Sindaco di Civita Castellana Angelelli Gianluca
Assessore allo sport comune di Civita Castellana Antonio Zezza
Direzione Ceramica Flaminia

Il Flaminia Calcio  Civita Castellana continua la sua opera di “ distruzione” nei confronti dei promettenti giocatori locali inseriti nella sua rosa: abbiamo appreso del passaggio a La Sabina, squadra che disputa il campionato di Eccellenza, dell’unico civitonico rimasto nella squadra ossia,  Massaini Federico, un giovanissimo classe 1998. Un giovane che sicuramente sarebbe potuto crescere in seno alla società civitonica e che invece a causa delle solite politiche messe in atto dalla società rossoblù ha ricevuto il benservito. Lui è l’ultimo di una lunga serie. Negli ultimi anni numerosi sono stati i casi di giovani giocatori locali mandati via dal Flaminia per far posto a calciatori  che sono stati solo meteore, mezze calzette,  e forse oggi non ricordano  i colori sociali e nemmeno dove si trova Civita Castellana. Gli esempi di chi è stato costretto per questo motivo a diventare un emigrante del calcio potrebbero essere una infinità. Per brevità ne citiamo quattro: quelli di Claudio Gentili, Francesco Lazzarini, Matteo Borromei e il più recente Tiziano Salvatori, tutti messi alla porta del Madami dalle incomprensibili  alchimie di Ciappici e compagnia. Viene da chiedersi quali siano le reali ragioni di queste scelte. Noi qualche dubbio lo abbiamo e ce lo teniamo per noi. Vedere gli allenatori preferire  i loro  pupilli  a discapito dei giocatori locali ci rammarica e non ci attrae  e per questo abbiamo deciso di non frequentare da tempo il Madami. Torneremo quando avremo la certezza che qualche ragazzo del posto possa avere la possibilità di trovare spazio. E’  evidente a tutti, che i giovani che escono dal vivaio curato da altre società civitoniche ( la Flaminia non ha neanche un settore giovanile), hanno l’ambizione di indossare la maglia della quadra della loro città, ma purtroppo  sono costretti ad andare via, perché se hanno qualche qualità sono  consci del fatto che nella squadra rossoblù saranno qualche volta comparse e mai attori protagonisti.
Non tutti hanno le qualità di Leonardo Sernicola e Alessandro Tuia, che cresciuti e valorizzati fuori  Civita (non a caso), hanno scalato la gerarchia del calcio nazionale fino ad approdare in serie B. A Civita Castellana, forse se alcuni giocatori venissero presi in considerazione possono ben figurare anche in serie D, al termine del loro percorso giovanile. A Ciappici forse non importa nulla di quanto detto sopra, ma almeno, voi prendete atto di quanto sta accadendo nel calcio a Civita Castellana e provate a fargli cambiare strategie.

Un gruppo di ex tifosi delusi da Ciappici 

Calciodellatuscia.it

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