L’OPINIONE DI – Marco Piccirilli: “Lotta aperta in Eccellenza. Che forza la Cavese, ma occhio a Scotini. E sul Casilina…”

Ragionatore, ma allo stesso tempo emotivo. Come era in campo, quando occupava e dirigeva le operazioni nella zona nevralgica, così Marco Piccirilli è fuori, nella vita di ogni giorno. Che poi è vero che il rettangolo verde è lo specchio dell’anima. L’ex mediano ha girato una vita per i campi. Ha giocato anche fuori dalla nostra regione ed ha lasciato un segno in ogni club in cui è transitato. La panchina, però, non lo ha mai attratto più di tanto. Dopo l’esperienza di parecchi anni fa al Casilina, in qualità di traghettatore, si è discostato dal calcio laziale. Seguendolo, però, sempre in maniera appassionata. La redazione di Lazioingol.it lo ha contattato per un’analisi sui massimi campionati regionali, con un’attenzione particolare per le sue ex compagini.

 

Hai avuto modo di osservare i gironi di Eccellenza. Ci sono squadre che hanno speso davvero tanto, pur di ben figurare. Il tuo Almas è partito bene. Pensi possa giocarsela fino in fondo? “Per quanto riguarda il girone A di Eccellenza, direi che il Civitavecchia di Staffa, la Valle del Tevere ma soprattutto il SFF Atletico siano una spanna superiori. Non tralascerei il Cre.Cas di mister Baiocco, uno che è abituato a vincere, come ben sanno a Colleferro e Ciampino. No, non credo l’Almas possa reggere i ritmi delle squadre appena elencate”.
 
Anche la Vis Artena, nel girone B, ha messo su un buon organico, nonostante qualche vicissitudine societaria poco chiara in estate. Dopo l’ottima scorsa stagione, riuscirà a ripetersi? “Nonostante un avvio stentato, ritengo che sia un discorso chiuso tra Unipomezia e Cassino, anche se la retrocessa San Cesareo di mister Apuzzo ha sorpreso tutti con questo avvio fulminante. Un manipolo di ragazzi che vola sulle ali dell’entusiasmo, per adesso. La Vis Artena sarà un’outsider, insieme al Colleferro. Dipenderà molto dall’equilibrio che trovernno gli ambienti nell’accompagnare il cammino delle 2 compagini casiline”.
Hai trascorso anni importanti a Cave. Ora il calcio che conta è tornato prepotentemente in scena in quella piazza. La società ha consegnato ad Antonini una fuoriserie ed i supporters si sfregano le mani. Che ambiente ti ricordi? “La Cavese ha allestito una corazzata, presentandosi ai nastri di partenza con i vari Giacché, Pangrazi e Matozzo, con quest’ultimo che fu mio compagno di squadra quando appena 17enne già decideva le partite con quel sinistro magico. Non sottovalutino il La Rustica di Bonanni: un Polani, per queste categorie, è sempre decisivo. Per quanto concerne quel raggruppamento, voglio menzionare l’Atletico Torrenova di Andrea Scotini, che se non mi ruppi il collaterale in quell’anno fantastico al Casilina sarebbe stato l’artefice di una galoppata memorabile verso un Eccellenza inimmaginabile, ma meritata per una squadra costruita dal Direttore Mauro Ventura in quel lontano 2003. Ribadisco che mister Scotini è un valore aggiunto per ogni squadra che allena”.
 
Riparte dalla Promozione l’avventura del Casilina di Casarola. Conosci benissimo tanto la squadra quanto il mister. È stata per te una scelta giusta ripartire insieme, dopo la cocente retrocessione di un anno fa? “Faccio i miei migliori auguri al mio pupillo Casarola per una pronta risalita in Promozione, dopo una retrocessione a dir poco assurda dopo aver percorso un cammino sopra la sufficienza per gran parte del campionato scorso! Indice che con i play out non si può e non si deve abbassare mai la guardia. Gli servirà d’esperienza perché lui è un ’84 ed è gia al suo terzo campionato con tra Eccellenza, Promozione e Prima Categoria”.
 
Perché il club rossoblù non riesce, a livello di prima squadra, a consolidarsi come una realtà in Promozione? “Il motivo per cui al Casilina non si riesce a mantenere una categoria stabilita è forse da ricercarsi nel fatto che non si dà continuità al percorso dei giocatori del settore giovanile. La prima squadra dovrebbe essere un’opportunità per chi non ha capacità per dimensioni professionistiche, per giocare a un discreto livello nel proprio quartiere, limitando esborsi economici per la dirigenza e dando allo stesso tempo lustro ad una società storica del panorama laziale”.
 
Se hai dato un’occhiata al girone, non sarà semplicissimo risalire la china quest’anno. Tante ottime compagini, tra cui anche una tua ex, il Rocca Priora… “Non posso dire di conoscere ogni singola formazione, ma per il vertice credo che una tradizionale Castelverde o la retrocessa Alberone saranno le squadre che il casilina dovrà ben guardare, senza sottovalutare il Praeneste di Lunardini“.

 

 

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