LAZIALI D’ESPORTAZIONE – Da San Basilio alle rotte dell’Orient Express. Petrucci: “In Turchia calcio all’avanguardia”

Sono tanti i ragazzi della nostra regione sparsi per l’Italia e all’estero. Laziali d’esportazione, nuovissima rubrica di Lazioingol.it, punta a riavvicinarli idealmente a casa, indagando circa le nuove abitudini, i nuovi usi e costumi. Il nuovo modo d’intendere e di vedere il football, lontano dal rassicurante focolare domestico.

Sotto la lente d’ingrandimento, in questa puntata, l’ex gioiello di scuola giallorossa Davide Petrucci. Diciassette anni ed una valigia piena di sogni, preparata tra San Basilio – quartiere dov’è cresciuto il classe ’91 – e Trigoria. Disfatta nella Manchester profondamente rossa. L’Old Trafford, una sfilza di monumenti viventi ad un tiro di schioppo. Il fascino di fare calcio sul serio. Davide abbandona la Capitale, dopo un’annata monstre alle dipendenze di Stramaccioni, negli Allievi Nazionali. Il resto è un peregrinare per l’Europa, tappa dopo tappa. Quanto deve pesare, oggi, quella valigia.

 

Hai girato e stai girando l’Europa. La nuova tappa è la Turchia al Rizespor Kulubu. Innanzitutto, come va l’ambientamento nella nuova realtà? “Sì, è vero ho girato parecchio e ne sono contento. Al di là del calcio, ho vissuto parecchie esperienze che ad oggi mi hanno fatto maturare molto anche come persona. Ogni sfida la prendo con la massima voglia ed entusiasmo, cercando sempre di fare il meglio possibile. Ora cercherò di far bene in Turchia”.
 
Proprio questo tuo girovagare potrebbe essere sintomo del fatto che stai cercando la tua dimensione. L’Italia non ti manca? “L’Italia mi manca tra virgolette. Certo, è il mio paese, ne sono orgoglioso e quando posso torno.. Ma qui sono apprezzato e questo mi gratifica alla stessa maniera”.
 
Hai raggiunto una buona maturazione, corri verso i 25 anni. Guardandoti alle spalle, prenderesti ancora oggi la decisione di lasciare Roma così giovane? “Lasciare la Roma a 16 anni non è da tutti. Guardando indietro, ad oggi dico che non è stata una scelta facile anche perché ne sono stato sempre tifoso ed il mio sogno era giocare un giorno per la prima squadra. Ma d’altra parte non si può rifiutare il Manchester United, il top del top del calcio mondiale. Nonostante tutto rifarei mille volte quella scelta”.

Che posto è Rize? Ti piace la Turchia ed il suo calcio? “Rize è una città tranquilla, sul mare. La Turchia è come qualsiasi altro paese del mondo, con i suoi pregi ed i suoi difetti. Per ora mi trovo benissimo. Hanno strutture all’avanguardia ed il calcio è di ottimo livello. Non a caso ci sono giocatori come Snejider, Quaresma, Van Persie, Eto’o…”.
 
Non è un periodo felice per le società nostrane, spesso tirate negativamente in ballo quando si parla di valorizzazione dei settori giovanili. In base alla tua esperienza, cosa ti senti di dire a tal proposito? “Di solito lo straniero, non so perché, attira di piu. Spesso ci sono stranieri che non per forza sono migliori dei giocatori italiani. Io non ho niente contro gli stranieri, anzi se sono bravi ben venga, aiutano ad aumentare il livello del calcio. Ma se non sono migliori io darei piu spazio ai tanti italiani bravi cresciuti nei settori giovanili”.
 
Domanda forse banale, ma doverosa. Hai avuto, in questi anni, contatti per tornare in Italia? “Ho avuto diversi contatti. Tre-quattro anni fa, in particolare, ho avuto diverse buone proposte a cui avevo quasi ceduto, ma poi parlai con Ferguson e mi disse che sarei andato in tournéé con la prima squadra e non ho esitato un secondo. Fu un’esperienza unica ed indimenticabile. Poi lui andò via e a Manchester per 2 anni – come tutti sanno – sono iniziati i problemi. A quel punto ho deciso di rilanciarmi al Cluj, in Romania, una squadra che negli ultimi 10 anni spesso ha fatto parte anche della Champions League. In 2 anni ho vinto una Coppa di Romania ed ero diventato il capitano. Successivamente è arrivato il Rizespor, che mi ha voluto fortemente ed ho firmato un triennale. Ma sono ancora giovane e so che posso dare tanto. Un giorno mi piacerebbe tornare a giocare in Italia”.

Lascia un commento