ESCLUSIVA Seconda Categoria – Chance Rebibbia, Anelli: “Ho sempre sperato di ritornare in campo, da protagonista!”

La stagione è giusto al principio. Si corre, si suda, si sogna. Tutti insieme. Il calcio come passione, voglia di stare insieme e di lottare per un obiettivo comune. Al principio dell’annata che vedrà impegnati tanti ragazzi in Seconda Categoria – ed approfittando della stesura dei gironi da parte del Comitato Regionale del Lazio – la redazione di Lazioingol.it è voluta entrare nei quartier generali delle compagini impegnate nella preparazione d’inizio stagione.
Scorrendo tra gli album fotografici, per trovare una diapositiva di Domenico Anelli col 5 sulle spalle e gli scarpini ai piedi ci abbiamo messo non poco. Tanto il lasso di tempo che lo ha tenuto ai margini dai campi da gioco. Lontano con il fisico, vicino con il cuore e con la mente. Come chi soffre nell’avere vicino qualcosa che gli manca irrimediabilmente e perciò se ne discosta. Consapevolmente, ma mai del tutto. Dopo un anno d’oro a Gallicano, ed altri a fortune alterne tra Roma VIII, Castelverde ed Alberone, il centrale difensivo classe’87 si è potuto finalmente riaccostare alla sua grande passione. È il Rebibbia, mister Cippitelli a dargli la possibilità di riprendere quel filo mollato a causa di un grave incidente. Il tempo di riprendere confidenza con marcatura stretta, stacchi di testa e diagonali difensive…
La passione di una vita non svanisce di colpo. Servirà ben altro ad allontanarti dal prato verde. Hai deciso di scendere nuovamente in pista, questa volta per difendere i colori del Rebibbia… “Quell’incidente mi tolse tutto! Sono rimasto fermo per parecchi mesi, è un anno e mezzo che non indosso gli scarpini. È dura per qualsiasi calciatore – di qualsiasi categoria – che ama questo sport, rimanere seduto in tribuna così a lungo. Ma nel tempo ho vissuto con la viva speranza che nessuno può decidere della mia vita. Il mio intento è stato sempre quello di voler lavorare atleticamente per poter un giorno sentire di nuovo il fischio d’inizio… Ma da protagonista!”.
 
Dopo l’incidente, il periodo di riabilitazione è stato lunghissimo. Una domanda è doverosa: come ti senti fisicamente? “Oggi mi sento bene o forse è la tanta voglia di riprendere che alza il mio stato emotivo, facendomi sentire in ottima salute fisica. In realtà qualche acciacco c’è, ma con dedizione durante gli allenamenti conto di tornare presto in forma”.
 
Ripartire di slancio dalla Seconda categoria non sarà di certo un problema… “La Seconda Categoria ad oggi rappresenta un buon campionato per ripartire con il calcio giocato. Il mio obiettivo è fare sempre bene, migliorarmi ancora ma soprattutto lasciare al passato i guai fisici”.
Quanto ha influito sulla tua scelta di abbracciare il club di patron Cantone la presenza di mister Cippitelli in panchina? “La scelta di abbracciare il club è dovuta sicuramente a mister Cippitelli. Ci siamo sentiti lo scorso febbraio e mi ha convinto a riprendere in mano il mio mondo. Sono anni che lo seguo, mi piace la sua filosofia di calcio e sono sicuro che daremo il massimo per raggiungere l’obiettivo. Grazie a quella telefonata e con l’idea di riprendere il calcio giocato, mi sono allenato in palestra con un obiettivo: ritornare a calcare i campi di calcio. Ero e sono deciso a fare del mio meglio, di più rispetto agli anni passati”
 
Sarete chiamati alla stagione del riscatto, dopo la retrocessione patita dai tuoi nuovi compagni l’anno scorso. Che sensazioni hai? “Le sensazioni sono come sempre positive, perché conosco la serietà dell’allenatore, del ds Petrini e molti ragazzi in rosa sono miei amici, con i quali mi sono tolto delle belle soddisfazioni calcistiche. So che con il sacrificio e l’amore per questo sport insieme possiamo arrivare in alto. Io ci credo e sono sicuro che loro sono del mio stesso avviso Non avrebbero sposato di certo la causa! Solo così possiamo godere di ciò che costruiamo durante la settimana, il campionato non te lo regala mai nessuno”.
Hai avuto modo di dare un’occhiata al raggruppamento in cui vi hanno inserito? “La prima cosa che mi ha colpito del girone è che ci sono molti campi in terra. Non è mai facile esprimere un bel calcio quando si mettono d’ostacolo terra, sassi e fango. Ma ci sapremo di certo adattare anche a quel tipo di competizione. Non conosco tutte le squadre del nostro girone, ma già il fatto che ci siano diversi paesi promette sicuramente tanto agonismo nel corso dei 90 minuti. Ricordo un paio d’anni fa una squadra che era al girone di Prima Categoria, l’Agosta. Andammo a gennaio ed oltre un campo di per sé difficile trovammo un pubblico molto acceso. Questo ci deve dare una spinta maggiore a preparare bene le gare non solo dal punto di vista atletico e tattico ma anche sotto il profilo mentale. Lì si vedrà realmente di che pasta siamo fatti”.

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