ESCLUSIVA Seconda Categoria – Labico, Antinori carica la Dinamo: “Qui c’è predisposizione alla vittoria”

La stagione è giusto al principio. Si corre, si suda, si sogna. Tutti insieme. Il calcio come passione, voglia di stare insieme e di lottare per un obiettivo comune. Al principio dell’annata che vedrà impegnati tanti ragazzi in Seconda Categoria – ed approfittando della stesura dei gironi da parte del Comitato Regionale del Lazio – la redazione di Lazioingol.it è voluta entrare nei quartier generali delle compagini impegnate nella preparazione d’inizio stagione.
Dove mette piede, si vince. Non è ancora un assioma matematico, ma ci va molto vicino. Stefano Antinori, per tutti Pachino, può esser considerato il Re Mida delle serie minori, per quanto lasciato intravedere nelle ultime stagioni. Dedizione alla causa, l’ultimo a lasciare il campo da gioco – ed anche lo spogliatoio, il suo habitat per eccellenza -. Dopo la stagione a Poli, culminata con record infranti, il classe ’92 di Cave ha deciso di abbracciare i colori della Dinamo Labico. Reclamava più spazio, meritava una piazza accesa dove poter arare la fascia di competenza e sfornare traversoni per l’ariete di turno all’interno dell’area.
Cambio di maglia, nuova avventura. La terza in altrettante stagioni. Che ambiente hai trovato a Labico? “L’ambiente giusto per poter fare un’annata ai vertici del campionato, dai giocatori alla dirigenza. Qualcuno già lo conoscevo, la maggior parte no, ma ci stiamo integrando bene tra di noi, con il mister e con la società. È stata la certezza di trovare un ambiente con una “predisposizione a vincere” che mi ha spinto a venire qui!”
 
Il dato di fatto è inconfutabile. Specialista in promozioni. Ci sei riuscito nelle ultime due annate con Praeneste e Poli. A Labico tenterai il tris? Sono queste le aspirazioni della società? “Si, una doppia promozione dovuta in entrambi i casi alla forza e all’unione del gruppo, specialmente nell’ultima stagione. In entrambi i casi avevamo giocatori sopra la media della categoria, ma senza il gruppo non sarebbe andata così. Le aspirazioni della società, come quelle dei giocatori, sono legate alla vittoria del campionato e alla promozione, obiettivo cercato anche negli ultimi anni. Siamo consapevoli che non sarà facile farlo, ma remiamo tutti dalla stessa parte per raggiungere l’obiettivo prefissato, per noi, per la società e per il paese che – tra tifo e attenzioni rivolte alla squadra – merita molto di più!”.
Parlaci della scelta Dinamo. Reputi sia un passo indietro l’esser sceso di categoria? “Sicuramente parliamo di un’annata diversa da quella passata, la quadratura e la forza dello scorso anno erano risicate anche per una Prima Categoria, ma non reputo la scelta di essere venuto qui un passo indietro. Lo sarà se la stagione non andrà come deve andare, ma sarà il tempo e il gruppo a dirlo. Un’altra annata con una vittoria del campionato, vissuta con più presenze rispetto all’anno scorso, sarebbe anzi un ulteriore passo avanti, sia per il collettivo che per me”.
 
I raggruppamenti sono stati resi noti, non facilissimo quello che vi è stato riservato.  Ma facendo riferimento al valore del gruppo Praeneste di due stagioni or sono, dove pensi possiate arrivare? “Di solito le squadre che partono per vincere il campionato sono svariate, capita spesso a inizio stagione di sentir dire “qui possiamo far bene”, ma la nostra società con il nostro gruppo ha le capacità e i presupposti per ottenere ciò per cui sta lottando ormai da anni. Con lo scheletro dell’anno scorso e con qualche innesto importante sono state gettate le basi. Ora sta a noi. Tutto sta nel cominciare sin da subito a far bene, ad abituarsi a vincere e a stare al vertice della classifica, cercando di andare avanti già tra una settimana quando inizierà la Coppa Lazio. Con la consapevolezza che, se qualcosa andasse storto, abbiamo sempre un campionato da andare a vincere”.

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