Serie D – Si torna con la numerazione dall’1 all’11. Bocciata la personalizzazione della maglia

Addio alle maglie personalizzate in Serie D. Quella che sembrava una vera e propria rivoluzione si è rivelata un flop. Basti pensare che nello scorso campionato solo 37 club su 168 aderirono all’iniziativa promossa dalla Lega Nazionale Dilettanti.

La norma prevedeva che l’attribuzione dei numeri ai calciatori fissi per tutta la stagione seguendo alcuni criteri: il numero dei portieri doveva essere 1, 12, 22; numerazione calciatori di movimento in funzione del numero di tesserati (non necessariamente progressiva e fino al numero 99); gli eventuali altri portieri, oltre ai tre con la numerazione obbligatoria, dovranno seguire la numerazione successiva all’ultimo numero di maglia assegnato ad un giocatore di movimento.

Morale della favola? Soltanto un adempimento in più per le società, altre scartoffie insomma ed essendo facoltativo solo 37 club adedirono all’iniziativa. Per giunta non potedo scrivere sulle maglie, oltre al numero, anche il nome del calciatore non aveva senso neppure a fini puramente di marketing.

Ragion per cui l’esperimento dovrebbe essere terminato qui visto che l’articolo 72 delle NOIF della Figc è stato modificato e per i dilettanti recita: “Per le società appartenenti alla L.N.D. e al S.G.S., i calciatori devono indossare per tutta la durata di una stagione sportiva maglie recanti sul dorso la seguente numerazione progressiva: n. 1 il portiere; dal numero 2 al numero 11 i calciatori degli altri ruoli; dal numero 12 in poi i calciatori di riserva”.

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