Eccellenza, Girone B – PC Tor Sapienza, Anselmi ripercorre le tappe del salto in D: “Forza mentale, organizzazione e completezza”. E sul futuro pochi dubbi…

Il Tor Sapienza, club radicato nella storica borgata a est della Capitale e autore di una vera e propria impresa sportiva, in un girone complicato sia dal punto di vista ambientale che per la presenza di presunte corazzate alle quali, la scorsa estate, erano stati affidati i ruoli di favorite. Un cammino straordinario, quello dei gialloverdi, che porta la firma di Fabrizio Anselmi, ex difensore con una lunga militanza tra i professionisti e al debutto sulla panchina di una prima squadra dopo il biennio nel settore giovanile dello stesso Tor Sapienza. La redazione di Tuttoseried.com ha intervistato in esclusiva il tecnico romano per tracciare un bilancio sulla stagione che si sta per concludere e sulle prospettive in vista della prossima.

Mister, è riuscito a riprendersi dalle emozioni vissute domenica a Morolo?
La gioia è stata enorme, la squadra ha scelto la strada più difficile per vincere il campionato, visto che nelle ultime due partite siamo andati sempre sotto nel punteggio e alla fine abbiamo rimontato. A Morolo siamo partiti malissimo, eravamo letteralmente paralizzati dalla paura nei primi venti minuti, fortunatamente siamo stati bravi a reagire e a trovare l’episodio che ci ha permesso di accendere la scintilla e ribaltare il risultato.

Alla vigilia del campionato, Sora e Pomezia partivano con i favori del pronostico. Alle loro spalle tutta una serie di squadre costruite per competere in vetta e che alla lunga hanno deluso, come Ottavia, Cavese e Ausonia e infine le possibili outsider. Voi dove vi collocavate in questa ipotetica griglia?
Senza dubbio c’erano squadre più forti di noi tecnicamente, ma qualche campionato l’ho vinto nel corso della mia carriera da calciatore e posso dire che l’aspetto tecnico conta fino ad un certo punto. A livello di nomi, Sora e Pomezia erano le più accreditate, ma per arrivare al traguardo ci vogliono anche altri valori, come la forza mentale, l’organizzazione e molto altro. Io posso dire di aver avuto il gruppo più completo di tutto il girone e averci sottovalutato ci ha caricati ancora di più.

Quando avete capito che lassù potevate starci anche voi?
Quando abbiamo vinto a Pomezia, alla fine del girone d’andata. Venivamo da una lunga serie positiva e quello era un test fondamentale per capire di che pasta eravamo fatti. Lì capimmo veramente che non ci trovavamo in vetta per caso, perché il Pomezia meritò anche il pareggio in quella partita, ma noi sfoderammo una grande prestazione di squadra e capimmo che era davvero difficile riuscire a scalfirci.

Una vittoria costruita in casa, visto che molti ragazzi provengono dal vostro vivaio e tu stesso sei reduce da un biennio nel settore giovanile.
Il Tor Sapienza è una società a conduzione famigliare e in estate, con la proprietà, abbiamo concordato un percorso basato sui giovani. Un progetto del genere funziona solo se hai ragazzi di qualità e i nostri sono sicuramente tra i migliori di tutta la categoria, ai quali la dirigenza ha saputo affiancare over di esperienza e dal grande spessore umano. Alcune partite le abbiamo finite con otto under in campo e non le conduci in porto se al loro fianco non ci sono giocatori in grado di mantenere la lucidità per guidare i compagni più giovani. 

Alcuni di loro sono già pronti per il salto in Serie D?
I nomi sono tanti, da De Nicola che è stato il primo a giocare e poi è stato fuori per un intervento al menisco a Marini che è un 2001, Toracchio che ha segnato a Morolo, D’Ignazio che ha fatto benissimo quando ha sostituito uno dei centrali di difesa, Montesi che ha grandissime prospettive e tanti altri. La rosa quest’anno era composta da otto grandi e quattordici giovani, se questi ultimi non fossero stati tutti bravi, ora non staremmo qui a commentare un primo posto.

Il futuro di Anselmi sarà ancora alla guida del Tor Sapienza?
Non abbiamo avuto modo di parlare con la società, anche perché il campionato deve ancora terminare, ma non credo che ci sarà alcun tipo di problema. Affronteremo la Serie D da neofiti della categoria e dovremo essere bravi a costruire la squadra giusta perché in questi campionati i valori sono molto simili e la differenza la fanno i dettagli. 

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