Promozione, Girone B – Passo Corese, il carattere e la determinazione di capitan Filippi: “Sempre al servizio della squadra”

Daniele Filippi guida e bandiera del Passo Corese in Promozione. Cosa rappresenta per lui il calcio ce lo racconta con un pizzico di orgoglio e una forte passione per questo sport.

La risposta è banale, il calcio in questi anni mi ha dato tantissimo. È la mia più grande passione, e non ho ricordi della mia vita senza una palla da calcio, c’è sempre stato. Il calcio ti da delle bellissime emozioni, ti fa gioire, ti fa piangere ed una delle cose che mi mancherà di più quando smetterò è il vivere quotidianamente lo spogliatoio. Il calcio è un fedele compagno che mi segue e mi ha seguito sempre nel corso della mia vita.”. Risposta da Ultimi Romantici, non banale, sicuramente apprezzata da chi come Daniele Filippi, ama il calcio sin da bambino.

Nonostante la sue età, una lunga carriera calcistica la sua scopriamola insieme…

La mia esperienza calcistica inizia all’età di 8 anni nella scuola calcio del Monterotondo. Faccio tutte le categorie giovanili (tranne una parentesi di un anno al Savio Calcio) con il Monterotondo, fino a riuscire ad esordire in prima squadra in Serie D. L’esordio, in una categoria così importante, con la squadra del mio paese, è stato un momento davvero molto bello. Dopo questa esperienza sono passato a giocare con La Sabina, con il quale ho disputato 3 stagioni, una di Eccellenza e due di Promozione.  Dopo questi tre anni sono andato a giocare al Santa Severa, in Promozione, per una sola stagione. Attualmente mi trovo a giocare per il Passo Corese, squadra in cui milito ormai da quattro anni e della quale sono diventato capitano”.

Daniele, monterotondese DOC, classe 1992, centrocampista e appunto come ha già detto lui capitano del Passo Corese, come interpreta l’idea di indossare la fascia di capitano al braccio: “Essere il capitano per me è sia un onore che una grande responsabilità. Innanzitutto è un onore, perché in questi anni in cui sono stato in questa bella società ho potuto apprezzare e capire di essere in un ambiente dove ci sono dei valori a livello umano ed ho conosciuto la storia e la tradizione che ha avuto in passato. È inoltre una grande responsabilità, perché devi essere da esempio, soprattutto per i più giovani, e devi cercare di sbagliare il meno possibile sotto tutti i punti di vista, senza mai perdere il controllo, perché i tuoi errori pesano maggiormente rispetto agli altri, dunque è un ruolo che responsabilizza molto ed è delicato, non facile da svolgere”.

In tanti ce ne hanno parlato bene sia come giocatore che come persona. Uno che in campo da tutto come ci conferma lui stesso: “Le mie qualità sono quelle della grande determinazione e del forte carattere. Sono uno che in mezzo al campo bada molto al sodo e la grinta e la tenacia sono le mie qualità maggiori, quindi sono un giocatore più di quantità che di qualità, il quale cerca sempre di mettersi al servizio della squadra”. Su queste basi l’idolo come riferimento era quasi scontato: “Un giocatore professionista al quale mi ispiro è senza dubbio Daniele De Rossi. Lui rispecchia quello che per me è il prototipo di centrocampista, sa fare benissimo la fase difensiva, con grande senso della posizione in campo e sa impostare e costruire il gioco, poi gioca con tantissima grinta e carisma senza risparmiarsi mai, come cerco di fare anche io. Invece il mio idolo calcistico da bambino era Ronaldo (il fenomeno), lui è uno dei primi ricordi che ho in assoluto del calcio, il suo modo di giocare  era impressionante, andava il doppio più veloce degli altri”.

Concludiamo come le nostre domande un po’ scomode ma che faranno senz’altro piacere alle persone citate: “Un compagno di squadra con il quale ho avuto il grande piacere di giocare è Alessio Biagetti, con cui ho giocato ne La Sabina, lui lo ricordo con grande affetto, perché è una grande persona a livello umano, un vero leader in campo e un professionista serio, anche se si sta parlando di calcio dilettantistico. Ci sarebbero molti altri esempi di ragazzi da citare con il quale ho giocato, ma sicuramente terrei fuori qualcuno e non voglio, quindi mi limito a citare solo Alessio Biagetti. Per quanto riguarda gli allenatori devo citare in primis Matteo Masini, colui che mi ha fatto esordire in serie D con il Monterotondo, uno dei momenti più belli da quando gioco a calcio. Un altro mister che ricordo con piacere è Claudio Danieli, con cui abbiamo fatto un bel campionato di promozione con La Sabina arrivando anche in semifinale di Coppa Italia. Infine voglio citare la coppia che ho avuto lo scorso anno, ossia  Alberto Fontinovi-Carlo De angelis, con cui c’è stata la vittoria del campionato di Prima Categoria”.

 

Articolo a cura di Valentino Cristofalo – Il Supporter

Foto – Rieti Life

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