Serie D, Girone G – Albalonga, mister D’Adderio vuol dimostrare: “Gara fondamentale per l’Avellino, non per noi…”

Si avvicina una sfida davvero importante per l’Albalonga. Domenica prossima i laziali affronteranno l’Avellino per una gara dai tanti significati. Intercettato dai colleghi di Radio Punto Nuovo, ha parlato il tecnico Fulvio D’Adderio:

“La gara di domenica è fondamentale, ma per l’Avellino perché se non vince non ha fatto niente. Invece, per noi significa giocare contro una società di blasone. Io ho allenato in grandi club e avevo l’obbligo di fare quello che mi chiedevano, ora faccio parte di un altro calcio e mi diverto in un modo diverso. Purtroppo non abbiamo molti spettatori, ad Avellino avete pubblico, media, seguito, noi non abbiamo nulla di tutto questo. Il calcio è sempre lo stesso, cambiano le categorie, qui l’allenatore può incidere di più per colmare il gap con altri campionati dove la qualità è più alta e magari il peso dell’allenatore conta meno. Se ho una macchina che va a 300 km/h non posso chiedergli di andare a 302 perché va già al massimo, il gap di colmare è pochissimo. Qui invece può essere più ampio perché hai i giovani da far crescere, hanno poca esperienza, puoi dargli stimoli, ecc. La mano dell’allenatore può fare maggiormente la differenza. Io sono venuto qui per dimostrare di essere ancora un allenatore dopo due anni a casa, volevo dimostrare a me stesso che posso fare ancora calcio.  Una chiamata dell’Avellino? Nel 1998 mi chiamò Sibilia, con serietà e onestà e voglia di far bene ascoltai la proposta poi non trovammo le condizioni per stringere l’accordo perché avevo già una parola con un’altra società. Da allora non sono cambiate le mie intenzioni, se ci fossero le condizioni ne parleremmo. Chi toglierei a questo Avellino? Se anche ne togliessi uno ci sarebbe un sostituto, forse in questo momento solo un ruolo è un po’ in difficoltà, quello del portiere, ma hanno risolto con Viscovo e quindi non puoi togliergli niente”.

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