ESCLUSIVA Prima Categoria – Castelnuovese, il neo dg Zitelli si presenta: “Qui perché amo le sfide difficili”

ESCLUSIVA Prima Categoria - Castelnuovese, il neo dg Zitelli si presenta: "Qui perché amo le sfide difficili"

Nella mattinata odierna abbiamo avuto modo di rivolgere alcune domande ad Alessio Zitelli, nuovo direttore generale della Castelnuovese Calcio in via di rifondazione dopo l’amarissima retrocessione dal campionato di Promozione patita al termine dell’attuale stagione agonistica.

Una sfida difficile quella del neo dirigente di Monterotondo che in passato però ha già avuto modo di misurarsi con la piazza neroverde quando, nelle vesti di calciatore, ha difeso i pali della formazione castelnovese per ben 8 stagioni, fattore che fa ben sperare in vista di una stagione, la prossima, che dovrà essere quella del pronto riscatto per un paese ferito nell’orgoglio se si pensa all’andamento dell’ultimo campionato e a come è maturato l’ultimo posto in graduatoria.

La voglia di far bene non manca di certo alla nuova dirigenza, intenzionata a riportare allo stadio tutti quei tifosi allontanatisi nell’ultimo periodo ricostruendo la rosa con perizia effettuando i giusti innesti e assicurando una solida base societaria, un punto fermo cui possano fare riferimento non solo i calciatori, ma anche tutto lo staff tecnico ed i sostenitori stessi.

Di seguito, ecco le parole a noi rilasciate dal direttore generale eretino:

 

Buongiorno direttore Zitelli e grazie per il tempo che ci sta dedicando. Sappiamo che negli ultimi giorni ha accettato di ricoprire l’incarico di direttore generale della Castelnuovese Calcio a partire dalla prossima stagione agonistica, cosa l’ha convinta a sposare la causa della società neroverde?

“Buongiorno a voi, ho accettato il ruolo da direttore offertomi dal presidente Sabbatini con grande riconoscenza. Qui ho giocato per 8 anni da calciatore e intraprendere qui questa nuova avventura è per me motivo di grande orgoglio. Un esperienza non semplice visto com’è finito l’anno passato, ma le sfide mi hanno sempre entusiasmato. Nel corso della mia umile carriera da calciatore sono stato sempre scelto come il simbolo della rinascita, andando in squadre dove si stava ricominciando con il famoso “anno 0″ ed è sempre andata bene. Speriamo che questa chiamata sia di buon auspicio anche stavolta”.

 

Come ha appena anticipato, la stagione appena andata in archivio si è conclusa per la Castelnuovese con una dolorosa retrocessione come fanalino di coda del proprio girone e suggellata, purtroppo, da alcune clamorose debacle nel corso del campionato. Come si propone di rilanciare la squadra in vista del nuovo torneo di Prima Categoria e quali saranno i vostri obiettivi?

“Purtroppo l’anno scorso è stato un anno duro sotto diversi aspetti, quindi abbiamo cercato con il nostro arrivo di andare a togliere le macerie rimaste e andare a ricostruire dalle fondamenta. Quello che vogliamo dare è un segnale di rinascita, con una struttura solida e un regolamento valido sia per i calciatori, sia per i dirigenti. Adesso è sicuramente difficile dare un obiettivo, abbiamo voluto dare un taglio netto con il passato e rifare completamente la prima squadra. Stiamo allestendo comunque una rosa adatta alla categoria che andremo ad affrontare, con un mix di giovani e persone di esperienza con campionati vinti sulle spalle, speriamo di poter dare nei prossimi giorni i primi annunci ufficiali. Sono sicuro che tutti insieme, staff dirigenti e presidente, uniti verso un unico obiettivo, torneremo a divertirci e passare delle domeniche piacevoli”.

 

Intanto qualcosa si sta già muovendo all’interno dello staff tecnico. Può dirci qualcosa di più in merito?

“La prima conferma che per noi è stata fondamentale è sicuramente quella del mister Diego Pierangeli, un allenatore che sotto il profilo tecnico e tattico e’ preparatissimo, ma soprattutto ha dimostrato attaccamento a questi colori non abbandonando la barca mentre stava affondando. Sarà coadiuvato nel doppio incarico prima squadra e juniores dall’allenatore in seconda Alessandro Della Side. Poi c’è Alessandro Pierini che sarà il segretario generale, mentre nel ruolo di ds ci sarà Emilio Ubertini, anche lui alla prima esperienza in questo ruolo. Emilio, oltre ad essere un buon giocatore, è una persona che conosce il calcio dilettantistico come pochi e sono sicuro che quando smetterà con il calcio giocato avrà una lunga carriera da dirigente. All’interno di questo progetto ci sono sempre le persone storiche che fanno parte della Castelnuovese come Luciano Iannarilli, Tonino De Angelis e Giorgio Spini che ci aiuteranno a raggiungere i risultati prefissati. Posso dire che ci metteremo il massimo dell’impegno, poi sarà come sempre il campo ad emettere il verdetto finale”.

 

Sicuramente la fiamma dell’orgoglio castelnovese sarà più ardente che mai dopo quanto successo fino a maggio. In che modo i vostri sostenitori stanno adesso assistendo a questa completa rivoluzione societaria?

“C’è molto scetticismo e per questo non si può condannarli d’altronde, hanno vissuto una stagione umiliante ed in tanti si sono allontanati dalla squadra. L’emblema di questa situazione è stato non vedere una persona storica del mondo Castelnuovese come Osvaldo Toni, che praticamente è parte di questa società fin dalla sua nascita, non sedere sulla panchina come accompagnatore ufficiale. Questo fa male perché so a quanto tiene a questa realtà! Quello che chiedo a tutti e’ di continuare magari sì a criticarci, perché in fondo le critiche possono essere anche costruttive, ma di continuare a seguirci perché ne abbiamo fortemente bisogno”.

 

Qual è il futuro che la nuova dirigenza adesso sogna per la Castelnuovese Calcio?

“L’obiettivo è quello di trovare la giusta serenità, ognuno nel rispetto del proprio ruolo, per far tornare l’ambiente a rivivere le emozioni forti come quella della promozione del 2014”.

 

A livello personale invece quali sono le sue aspirazioni, nel breve e lungo termine, nelle vesti di direttore generale?

“Non mi sono mai visto nelle vesti da allenatore o preparatore dei portieri, avendo rivestito proprio il ruolo di estremo difensore negli anni passati qui da calciatore. Il mio pensiero era sempre questo, cioè di ricoprire un ruolo dietro ad una scrivania con il massimo dell’umiltà, ma consapevole dell’importanza della posizione che oggi finalmente rivesto. Il mio obiettivo nel breve termine è di fare “calcio” nel nome della passione e divertimento, far capire che si può gestire una struttura a livello professionale anche avendo un budget limitato. Il mio obiettivo attuale è ripagare la fiducia del presidente, per quanto riguarda il lungo periodo è sempre una conseguenza di quello che si riesce a fare nel presente”.

 

 

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