LEGA CALCIO A 8 | Aquile resilienti nella tana del Lupo: derby pari, Lazio in Finale

Al Green Club tira un’aria tesa, pronta ad esplodere in festa dopo i 50’ che decreteranno la seconda finalista, la squadra che affronterà i pluricampioni d’Italia del Cotton Club. In virtù del 3-2 dell’andata la S.S. Lazio parte come favorita, ma il fattore campo conferisce alla Roma C8 un vantaggio non da poco, avendo già vinto in casa con i biancocelesti in occasione della prima di campionato.


L’ARMA TATTICA DI FERRETTI – L’aveva già anticipato nel dopopartita della gara d’andata e non si è smentito al ritorno: Ferretti gioca la carta Carnevali per dare centimetri ad un attacco che deve lottare con il gigante Gimelli, mentre sulle fasce confermatissime le due frecce Seferi ed Ech Chouby. Ci si aspetterebbe un arrembaggio giallorosso ma ciò non avviene, poiché è la Lazio a produrre gioco e a fare possesso nella metà campo della Roma, soprattutto nel primo tempo. Il contropiede è l’arma con cui i padroni di casa bruciano il match, che dopo poco meno di venti minuti è già sul 2-0, complice anche il lavoro sporco del suddetto Carnevali, tra i migliori per intensità e voglia di non regalare neanche un centimetro. Gli ospiti accusano il colpo ma reagiscono sul piano del gioco, che inizia a prendere forma quando Pentassuglia sveglia Mariani e compagni da un inspiegabile torpore iniziale. De Dominicis aumenta i giri del motore del centrocampo ed accorcia le distanze da calcio d’angolo, nell’unica vera occasione della Lazio nel primo tempo. La gara è tesa ed il caldo viene soppiantato da un paio di time-out che rinvigoriscono due squadre che nel finale della prima frazione si nutrono solo della paura di perdere, ed il tutto viene amplificato quando Celiani sbaglia un calcio di rigore tirandolo addosso Giorgi.

IL DODICESIMO UOMO – La curva del Green Club assomiglia sempre più agli spalti quest’anno sempre gremiti del Dabliu Eur, e nel momento della difficoltà i bianco-azzurri traggono linfa vitale dal numeroso pubblico giunto a spingere la squadra. Le cose per la Lazio si mettono male quando Seferi si inventa uno dei gol più belli in questa stagione, partendo da centrocampo e finalizzando con un diagonale sinistro su cui De Bernardo non può far nulla. Questo, però, il picco massimo raggiunto da una Roma che con il passare dei minuti inizia a specchiarsi troppo e a perdere i contrasti decisivi nella zona mediana del campo. È allora che prima De Dominicis, poi Pentassuglia ribaltano totalmente l’andamento del match e ricalcano, a parti inverse, la rimonta già vista nella gara d’andata. Il finale di partita, tra un po’ di nervosismo e qualche protesta che costa un’irta sventagliata di cartellini, si chiude definitivamente sul 3-3. Da neopromossa a finalista dei Play-Off della Serie A della Lega Calcio A8, una mezza impresa la Lazio l’ha già compiuta.

MIGLIORE IN CAMPO | SEFERI – È il giocatore meraviglioso già lungamente ammirato nella scorsa stagione. A differenza di altre occasioni che l’hanno comunque visto protagonista durante l’arco della stagione, in questa occasione ritrova anche la facilità di segnare. Quando parte palla al piede diventa immarcabile per chiunque e la Roma del primo tempo vive di lui. Nella finale di ripresa, complice anche un po’ di stanchezza, viene ingabbiato dalla morsa di un sontuoso Gimelli.

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