Lega Pro, Girone C – Play-out, per il Racing Fondi è una batosta. Luiso dopo la retrocessione: “Era una chance ghiotta, c’è rammarico”

La sconfitta al Marcello Torre contro la Paganese (1-2), nel secondo match play-out, costa la retrocessione in serie D al Racing Fondi. Non è bastato ai laziali il gol del momentaneo vantaggio griffato Ciotola (48′). Un cazzotto in pieno volto che ha funzionato come uno stimolante per gli azzurrostellati, da quel momento furiosi e determinati ad agguantare il risultato. I rossoblù si sono spenti praticamente dopo il pari di Cesaretti (57′), lasciando campo libero ai campani fino al raddoppio di Scarpa (84′) che ha anticipato di qualche minuto la chiusura della sfida. Ed il rammarico del tecnico Pasquale Luiso è grande, soprattutto per la regressione mostrata dalla squadra dopo un buon primo tempo e la freccia messa ad inizio ripresa.

 

L’ANALISI – “C’è stato un totale black-out dopo il loro pari. Non ho altre spiegazioni. Abbiamo avuto, credo, almeno l’80% del possesso palla. In sostanza abbiamo fatto tutto noi. Avevo detto ai ragazzi che la Paganese è pericolosissima sulle palle inattive, eppure si sono presi due gol così. Ci eravamo meritati il vantaggio ma poi siamo andati in paura. Loro hanno cambiato modulo e noi abbiamo provato per 7-8 minuti ad abbassare il ritmo ed a girare palla. Poi c’è stato il corner da cui è nato l’1-1. A quel punto siamo spariti. Noi siamo una squadra che imposta da dietro e gioca sempre palla a terra, chiamando all’azione i quattro attaccanti. Sono movimenti studiati in allenamento. Non gradisco i lanci e i successivi contrasti sulle seconde palle, è la mia filosofia. La Paganese invece gioca così ma si è salvata. E allora complimenti a loro”.

CIOTOLA OUT – “L’ho sostituito perché non ce la faceva più, mi ha detto che aveva i crampi. Sarei stato pazzo a toglierlo”.

LACRIME POST GARA “E’ un peccato perché i ragazzi ci credevano come ci credevo io. Però sapevamo di venire a giocare su un campo difficile. L’amaro in bocca resta perché eravamo andati in vantaggio. E anche perché non riesco ancora a spiegarmi questo atteggiamento appena beccato il loro pari. Io non è che avessi modificato chissà cosa in campo, infatti ho lasciato i tre attaccanti e un centrocampista offensivo come Corticchia. Il rammarico aumenta perché per una settimana intera avevamo preparato gli schemi su calci piazzati. Ed è successo purtroppo ciò che temevo”.

CINISMO PAGANESE – “Ma anche io avevo in squadra 4-5 leader, penso a Galasso, Polverini, Corvia o Nolé. Loro sono stati bravi a tenere Della Corte sempre attaccato ad Addessi, evidentemente il mister della Paganese aveva capito che Simone ci garantiva parecchia qualità. Certo, gente come Scarpa o Tascone, quando è entrato, ha avuto il sopravvento sulla nostra esperienza”.

BILANCIO DI DUE MESI – “Se avessi preso questo gruppo prima? Non posso dire cosa sarebbe successo. Di sicuro con me questa squadra ha sempre giocato al calcio. Anche col Lecce siamo stati in partita fino alla fine. Abbiamo sempre proposto un bel gioco creando tanto. Ho trovato una squadra non al massimo atleticamente quando sono arrivato, ma pian piano ha recuperato gamba e smalto e questo l’ho potuto riscontrare soprattutto negli ultimi 15 giorni di allenamento. Poi sulle cose accadute prima non posso giudicare. Purtroppo il calcio è questo, ma faccio i miei complimenti alla Paganese, anche se sono ancora convinto che noi fossimo più forti di loro. Bravo, comunque, anche il loro tecnico che ha cambiato modulo una volta in svantaggio: quando si vince, si ha sempre ragione. Detto questo, testa alta perché la vita continua. Mi auguro di continuare ad allenare anche se adesso ho preso una bella batosta perché la chance per me era ghiotta. Conosco le ambizioni del presidente e, in caso di salvezza, sapevo di poter continuare per costruire qualcosa di importante. Non è successo ma ho la coscienza a posto perché ho dato tutto me stesso e ho fatto giocare chi meritava”.

ASSENZA DEI TIFOSI – “Al calcio ci ho giocato. E so che è difficile farlo senza i tifosi. Ma non posso sapere da cosa sia scaturita questa situazione. A Fondi, i tifosi della Paganese erano più di 400, noi eravamo in 200, tutti familiari dei calciatori. Però uno stadio come il Torre può stimolare anche gli avversari. Tuttavia bisogna anche dire che in campo, in definitiva, ci vanno i giocatori e non i tifosi”.

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