LAZIALI D’ESPORTAZIONE Serie D – Palmese, Valeriani si è rimesso in gioco: “Stagione dedicata a rimettermi in sesto, sto tornando sui miei livelli…”

Sono tanti i ragazzi della nostra regione sparsi per l’Italia e all’estero. Laziali d’esportazione, rubrica di Lazioingol.it, punta a riavvicinarli idealmente a casa, indagando circa le nuove abitudini, i nuovi usi e costumi. Il nuovo modo d’intendere e di vedere il football, lontano dal rassicurante focolare domestico.

 

Oggi la redazione di Atuttosport.online – nella persona del collega Alessandro Galastri ha avuto il piacere di incontrare un bravissimo ragazzo come Modesto Valeriani, uomo di cuore e di strada, giocatore talentuoso e al tempo stesso bizzarro, con il suo look stravagante e il suo sorriso stampato sempre sulla bocca. Un ragazzo che sembrava essersi perso dopo il tesseramento da parte del Chievo Verona nel 2012 e una carriera fatta di alti e bassi, nonostante come giocatore avrebbe meritato sicuramente di più, visti i mezzi tecnici a sua disposizione. Una Coppa Lazio di Prima Categoria vinta da protagonista nel 2016 con la maglia del Vicovaro e quest’anno la grande chance per il rilancio definitivo, ovvero la Palmese in Serie D. Modesto ci racconta come sta vivendo questa fantastica avventura.

Come ti trovi in quel di Palmi, provincia di Reggio Calabria? L’ambiente è adatto a te, ti stai trovando bene?
“L’ambiente del sud, come ben sai, è un ambiente molto caloroso e quello che più si addice alle mie caratteristiche. Ho bisogno di entusiasmo e fiducia da parte del pubblico, e qui devo dire che mi sto trovando veramente bene”.

Come è nata questa opportunità in Serie D, dopo che ultimamente ti eri un po’ perso nei meandri delle serie inferiori?
“Un po’ per scelta mia, un po’ perché avevo discusso con il mio procuratore, avevo deciso di riavvicinarmi a casa e scendere di categoria. Ma un bel giorno mi sono rincontrato con Bruno (il mio procuratore), mettendo da parte l’orgoglio e parlando delle mie qualità, abbiamo deciso di collaborare di nuovo e di ricominciare a fare quello che mi riesce meglio, ovvero giocare a calcio”.

Non stai trovando tantissimo spazio, anche perché la concorrenza in avanti è tanta. Hai qualche rimpianto o continui a metterti a disposizione di gruppo e mister in attesa della tua grande chance?
“Non sto trovando tantissimo spazio, è vero, ma davanti c’è tanta concorrenza e soprattutto dopo un paio di anni nelle categorie inferiori non è stato facilissimo ritornare al passo e al ritmo della Serie D. Con il mio procuratore ci eravamo promessi che quest’anno sarebbe servito per rimettermi al passo fisicamente e mentalmente, e devo dire che sto tornando lentamente ai livelli di forma dei tempi d’oro.

In rosa c’è anche Mario Artistico, fratello di quell’ Edoardo che giocò anche in Serie A. Che ne pensi di lui? In generale, con chi hai legato di più all’interno dello spogliatoio e come descriveresti il tuo rapporto con la città ed i tifosi?                  “Mario Artistico ha qualità eccezionali, con il sinistro fa quello che vuole e non faccio altro che rubare con gli occhi quello che svolge in allenamento. In generale, ho legato più di tutti con Jordi Pasqual, un argentino classe ’94, ex Primavera del Boca Juniors, una punta centrale. Il mio rapporto con la tifoseria è eccezionale, anche perché al mio esordio mi procurai un rigore e la gente da quel momento stravede per me, e i tifosi vorrebbero che tutte le domeniche giocassi dall’inizio. Per loro sono il combattente neroverde”.

Parlando della Palmese, quali sono gli obiettivi della squadra e come sta andando in generale la stagione?
“A causa dei 6 punti di penalizzazione per delle vicende legate alla passata stagione, ci ritroviamo a lottare per non retrocedere, ma con questa squadra e questo gruppo sono convinto che ci salveremo direttamente senza arrivare ai play out”.

Sei un classe ‘91, a 27 anni credi di essere maturato calcisticamente e come persona? Pensi di poter rimanere costantemente in Serie D, o perlomeno a questi livelli?
“A 26 anni mi sento maturo fisicamente e mentalmente, fattori che mi sono mancati in passato. E siccome sono un ragazzo ambizioso mi alleno a 3000 all’ora. Voglio e devo migliorare, il mio obbiettivo è quello di restare in Serie D anche l’anno prossimo, che spero sia quello veramente buono per esplodere definitivamente e fare tanti gol importanti e decisivi per la squadra”.

Cosa ti manca di più dell’ambiente tiburtino, di Marcellina, insomma di casa tua? Hai dei rimpianti o vivi alla giornata?
“Di casa mi manca la famiglia, soprattutto il mio nipotino e gli amici, che però sento spessissimo, perché sono i miei primi sostenitori. La mia compagna è qui con me ed è lei il mio vero punto di forza. Il mio unico rimpianto è che se avessi avuto la testa di oggi non avrei fatto tanti errori in passato e magari ad oggi mi sarei tolto qualche soddisfazione in più”.

Foto – Tipo Foto Sport

 

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