Eccellenza, Girone A – Il lavoro e l’abnegazione pagano: la PC Tor Sapienza non sbaglia l’appuntamento del ‘Pierangeli’

Real Monterotondo Scalo – PC Tor Sapienza 0 – 1

Monterotondo Scalo: Giordano; Cavuoto, Benda, Guiducci, Albanesi; Colombini, Tabarini, Fiorucci; Nardecchia, Barbarella, Baldassi. A disp. : Pesci, Politanò, Magurno, Nanci, Piras, Lanzoni, Palma. All. : Centioni.

Tor Sapienza: Somma; Ruggiero, Cannizzo, Di Mauro, Santori; Barbetti, Di Bella, Minelli; Barile (43’st Ciampini), Della Penna (34’st Barbarisi), Camilli. A disp. : Cappa, De Nicola, Amico, Toracchio, Matteo. All. : Volpe.

Arbitro: Di Mario di Ciampino.

Marcatori: 8’st Della Penna.

Note: 1′ e 3′ recupero; ammoniti Guiducci, Barbetti.

Meritata sul campo, sudata negli ultimi mesi, fortemente voluta e cercata. La salvezza del Tor Sapienza non è stata una manna dal cielo, tutt’altro, ma l’effetto dei sacrifici di un gruppo di calciatori che non si sono mai arresi nonostante le difficoltà. E a cui nessuno ha mai regalato nulla. E così ieri, in una giornata plumbea di metà Maggio, l’ultimo atto di una stagione che sembrava maledetta si è svolto secondo una trama differente: vittoria doveva essere e vittoria è stata, alla faccia di tutto quel che era successo prima. Bastava un gol, uno solo, quello splendido di Della Penna (bravo a coordinarsi in area e a colpire il pallone in mezza girata) a mettere in riga un Monterotondo Scalo teso più del dovuto, incapace di creare pericoli in una gara che si giocava sul filo dell’errore. Di emozioni se ne sono viste poche al Pierangeli, una di queste fa gridare al successo il Tor Sapienza, che riscatta così una stagione che il destino sembrava porre sui binari della retrocessione. Salvandosi però al play out, tirando fuori la personalità nel momento più importante. Come può una squadra salvarsi cambiando tre allenatori, facendo solo otto vittorie e con il peggior attacco di tutta l’Eccellenza? Solo con un grande cuore ed un senso di appartenenza speciale. I giocatori, non ci nascondiamo dietro scuse, si sono ritrovati sì in questa posizione per demeriti, ma gravati anche da un bel carico di sfortuna. Sono state tante le gare pareggiate, o perse, per via di alcune situazioni particolari. I miracoli di Tomarelli a Soriano, quelli di Nencione a Civitavecchia, l’eurogol casuale di Porzi a Pomezia, l’unico tiro della Lepanto valso la sconfitta al Castelli, il rigore sbagliato contro il Grotte Celoni, quello inesistente preso contro la Cre.Cas. : l’elenco di disavventure, su cui spesso è intervenuta la sorte, è lungo e potrebbe continuare, ma oggi, a distanza di un giorno, ci ritroviamo a parlare di altro. Di una squadra che, con il carattere e la volontà, è riuscita a sovvertire tutto ciò, rendendolo invece un successo da ricordare e da tenere stretto fra i ricordi.

Le braccia al cielo di Barile contro l’Astrea e il Ladispoli, le sportellate di un Camilli più guerriero che bomber, la concentrazione ed il silenzio di Di Mauro, il ritorno di Santori, la grinta di Ciampini e Barbarisi, la generosità dei giovani, dei Cannizzo, dei Ruggiero, dei Di Bella (ottimo titolare ieri a Monterotondo), la leadership di Barbetti, la professionalità di Minelli, in campo ad allenarsi nei prepartita anche quando squalificato, le giocate di un calciatore straordinario come Della Penna, sempre decisivo. Questi dettagli, che tanto dettagli non sono, hanno trasformato una stagione che poteva essere maledetta e segnante in una goduria unica, in un giorno di metà Maggio che nessuno di noi scorderà.  Ci abbiamo messo tutti qualcosa di speciale, tutti, nessuno escluso, e la vittoria nel play out di Monterotondo Scalo è davvero la nostra nemesi, la nostra vittoria: di chi c’era, di chi non c’era, di chi ha giocato, di chi ha tifato, della società, di chi c’è sempre stato con il cuore. L’anno prossimo sarà di nuovo Eccellenza, e noi ci saremo ancora con il nostro grande, cuore gialloverde!

Ufficio Stampa PC Tor Sapienza

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