BONUS EXTRA – Errori arbitrali e violenza, la provocazione di Valerio Caprino: “Non manderei più fischietti a prendere insulti e sputi, passione non può diventare incubo”

“Farei ascoltare le parole del presidente Agnelli nel dopo gara di Real Madrid- Juventus a tutti coloro che ogni domenica hanno da ridire contro gli arbitri e assistenti che operano nelle categorie dilettantistiche. È una questione di cultura sportiva: o la si ha, e quindi si fa il bene dello sport, o non la si ha, e quindi si producono solo chiacchiere da bar o episodi di violenza come accaduto, per l’ennesima volta, anche ieri in Coppa Lazio di Prima categoria, nel match tra Roma VIII e Giardinetti Garbatella, in cui la terna arbitrale è stata picchiata”. E’ la provocazione di Valerio Caprino, giornalista della redazione di Sportinorosulla solita ed annosa questione della reazione a scelte arbitrali più o meno discutibili. Ne ha fatto le spese la Juventus al ‘Bernabeu’, ma in sempre più partite del calcio dilettante episodi del genere si verificano. Aggressioni ed attacchi di calciatori e sostenitori inferociti – nei confronti delle vecchie giacchette nere – sono spesso all’ordine del giorno.

“Solitamente pubblico foto o scrivo qualche sciocchezza di poco conto, non mi piace fare le morali, oppure provare a far capire qualcosa a qualcuno, ma quello che sta succedendo in queste ultime domeniche è davvero troppo. Se fossi il presidente del Cra Lazio Luca Palanca, non manderei più gli arbitri in giro a ricevere insulti e sputi (se gli va bene…). Una passione non può diventare un incubo. Ma fino a quando non si inizierà con le pene esemplari, continueremo a parlare di episodi di violenza, di ignoranza e di inciviltà, le 3 “virtù” principali che oramai da tempo regnano nel calcio. E non mi interessa nulla se …”era rigore netto!”, “il fuorigioco non c’era!”, o “doveva essere espulso Tizio e invece è stato ammonito Caio!”: bisogna darsi una regolata ed emarginare (attraverso scelte delle società o attraverso un giudice sportivo decisamente più rigido) quei personaggi che per il calcio non fanno nulla di buono.

L’introduzione del Var in Serie A ha portato ad una notevole riduzione di possibili errori arbitrali, anche se un piccolo margine di errore c’è, e credo ci sarà sempre. In Champions League, dove ci si giocano milioni di Euro, gli arbitri Internazionali spesso sono impresentabili (non quelli Italiani), e commettono errori gravi e determinanti, non avendo tra l’altro inspiegabilmente l’ausilio della tecnologia. Ma come si fa, dopo queste premesse, e vedendo quante e quali siano le difficoltà anche per chi dirige le gare delle massime competizioni, a non comprendere che nei dilettanti quindi è tutto ancora molto ma molto più difficile, visto che gli arbitri sono giovani e con poca esperienza? Ripeto che secondo me una passione non può diventare un incubo, e che se fossi in Palanca, o negli arbitri, non coprirei più le gare di certe squadre, se viene messa a repentaglio continuamente l’incolumità degli arbitri stessi, cosa che sta accadendo troppo spesso. Poi è chiaro che ci possono stare le proteste, si può non essere d’accordo con certe decisioni, che certamente a volte gli arbitri sbagliano, così come sbagliato e inopportuno a volte è l’atteggiamento di alcuni giovani fischietti già presuntuosi o arroganti. Ma così come ci sono giocatori bravi e altri scarsi, lo stesso dicasi degli arbitri. Così come ci sono calciatori più o meno intelligenti, lo stesso vale per gli arbitri. Quando domenica prossima l’arbitro della vostra partita sbaglierà (che l’arbitro commetta degli errori è una delle poche certezze del calcio), pensate che ogni vostro insulto è un passo verso la fine del nostro amato calcio dilettante, perché sempre meno giovani ragazzi e ragazze vorranno avvicinarsi al mondo arbitrale, a causa dei troppi vergognosi eventi di violenza, che oramai ogni settimana avvengono. Non sono il difensore della categoria arbitrale, come molti mi definiscono, ma solo un umile promotore di un’utopia chiamata “cultura sportiva”. E quando domenica l’arbitro non vi darà un rigore netto, che più netto non si può, non scrivetemi dicendomi “come fai a difendere gli arbitri?!”, perché per me l’errore di un arbitro sarà sempre come i tanti errori che commettono i calciatori. E poi, se un arbitro viene da Roma, da Bolzano o da Canicattì, state pur certi che proverà sempre a raggiungere il suo obiettivo: sbagliare il meno possibile.

Abbiamo una grande passione in comune, da preservare, da alimentare e da custodire, ma una passione, come già detto più volte, non può diventare un incubo”.

Foto – Antonella Scippa

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