Allievi Regionali B – Castelverde, Longo: “Impegno, sacrificio e spirito di squadra al primo posto”

Roma – Gli Allievi regionali fascia B del Castelverde hanno centrato un importante successo interno nel match di sabato scorso contro il Tor Sapienza. Le reti di Zoppitelli e Borelli (che ha siglato il definitivo 2-1) hanno permesso ai ragazzi biancoverdi di fare un ulteriore passo avanti verso la salvezza. Il tecnico (nonché direttore generale del Castelverde) Clemente Longo si dice soddisfatto del lavoro fatto dalla squadra dal momento del suo insediamento sulla panchina. «Abbiamo giocato cinque partite mettendo insieme dieci punti. L’impatto iniziale è stato pesante perché ho cercato di proporre un determinato modo di lavorare ad un gruppo che si era un po’ sfilacciato e doveva ritrovare compattezza. Abbiamo messo al primo posto l’impegno, il sacrificio in allenamento e l’obiettivo di squadra: ringrazio i ragazzi che in questi mesi sono stati presenti e hanno iniziato ad aprirsi a nuove metodologie, credo che abbiano le potenzialità per fare decisamente meglio di quanto fatto finora».

Con sette partite da giocare e la sfida all’Atletico Lodigiani all’orizzonte, la permanenza in categoria per gli Allievi regionali B del Castelverde sembra davvero alla portata. Longo, però, conclude facendo un discorso di carattere molto più generale e ampio. «Il calcio è sempre più ostaggio dei genitori che assumono un atteggiamento di perenne giustificazione nei confronti dei loro figli. In questo modo, questi ragazzi non hanno minimamente il senso dell’autocritica, e non sviluppano senso di responsabilità: un po’ di anni fa questa situazione era una eccezione, oggi è praticamente il contrario. Pochi ragazzi hanno rispetto del lavoro e degli altri. I genitori devono fare un passo in dietro e lasciare che i loro figli imparino ad affrontare i problemi da soli, del resto lo sport dovrebbe insegnare proprio questo. Nei primi anni la Federazione dovrebbe obbligare le società ad educare le famiglie all’attività sportiva. E’ l’ora di studiare una vera e propria strategia di educazione o rieducazione allo sport». Dal ruolo dei genitori a quello dei tecnici. «La formazione degli allenatori è fondamentale: non dev’essere fatta selezione all’ingresso del corso di abilitazione, ma alla fine premiando le competenze acquisite» conclude Longo.

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