ESCLUSIVA Serie D, Girone G – Cassino, Pintori indica la strada: “Scendere in campo per far bene ogni domenica, a fine anno tireremo le somme”

ESCLUSIVA Serie D, Girone G - Cassino, Pintori indica la strada: "Scendere in campo per far bene ogni domenica, a fine anno tireremo le somme"

Nella mattinata odierna abbiamo avuto la possibilità di rivolgere alcune domande ad Andrea Pintori, esperto attaccante classe 1980 in forze al Cassino, sull’andamento stagionale della squadra della Città Martire, attualmente al sesto posto in graduatoria a -3 punti dalla zona play-off.

Con il calciatore biancazzurro abbiamo discusso dell’ultima gara disputata domenica scorsa, quando il sodalizio caro al presidente Rossi è riuscito nella piccola impresa di imporre il pareggio ad una delle corazzate del girone, l’Sff Atletico, sul proprio campo e della prossima, delicata sfida che vedrà i cassinati impegnati tra le mura amiche contro il fanalino di coda San Teodoro, a caccia di punti per dare una sferzata alla propria stagione ed acciuffare quantomeno un posto nei play-out in questa volata finale del campionato.

Un altro tema caldo della nostra chiacchierata, oltre naturalmente a quello riguardante la situazione all’interno del girone con Rieti e Albalonga decise a non mollare e con l’Sff Atletico alla finestra, è stata la vicenda che ha colpito l’intero mondo del calcio la scorsa domenica, quando a soli 31 anni è tragicamente scomparso Davide Astori, difensore e capitano della Fiorentina, in seguito ad un improvviso malore che lo ha colto nel sonno la notte tra sabato e domenica nella sua stanza di un albergo di Udine, dove il calciatore si trovava in ritiro con la sua squadra in vista della partita che i viola avrebbero dovuto disputare contro i padroni di casa dell’Udinese.

Di seguito, ecco le dichiarazioni a noi rilasciate dal forte centravanti nuorese:

 

Buongiorno Andrea, grazie per aver trovato il tempo per rispondere alle nostre domande. Da quante stagioni indossi la maglia del Cassino?

“Buongiorno a te Roberto. Questo è il mio primo anno qui a Cassino. Sono arrivato alla fine dell’Agosto scorso, a mercato quasi concluso”.

 

Cosa ti ha spinto ad accettare la proposta del club biancazzurro?

“In primis mi ha spinto il fatto che Cassino è una grande piazza che mi ha sempre stimolato. Già dall’anno scorso durante il mercato di dicembre in Eccellenza la società mi aveva cercato e finalmente quest’anno, appena pervenuta la loro offerta, non ci ho pensato due volte ed ho accettato. Mi avevano parlato di una bella piazza con un tifo passionale, anche per questo l’idea di vestire i colori biancazzurri mi entusiasmava particolarmente”.

 

Quali sono gli obiettivi stagionali che la dirigenza vi ha chiesto di raggiungere?

“Non abbiamo obiettivi principali, pensiamo solo a far bene ogni domenica per poi tirare le somme a fine anno. Per noi i play-off non sono un’ossessione, vogliamo solo di fare più punti possibili da qui al termine della stagione”.

 

Nell’ultimo turno siete riusciti nell’impresa di imporre lo 0-0 a domicilio della corazzata Sff Atletico. Sei soddisfatto della prova offerta in campo dai tuoi compagni oppure si sarebbe potuto fare qualcosa in più per portare a casa i tre punti?

“Sarò sincero, abbiamo incontrato una bella squadra che gioca bene a calcio e composta da individualità importanti, però noi abbiamo fatto la nostra gara esprimendo un buon gioco corale. Siamo contenti del risultato e sinceramente non crediamo di aver rubato niente, il risultato è stato giusto perché loro non hanno creato molte occasioni per poter asserire il contrario, quindi adesso ci godiamo questo importantissimo punto e pensiamo alla prossima gara che, contrariamente a quanto dice la classifica, sarà molto impegnativa. Ci troveremo di fronte un San Teodoro ultimo ma giustamente affamato di punti come tutte le formazioni di bassa classifica e tutto può succedere, come dimostra anche il pareggio casalingo dell’Albalonga con il Tortolì”.

 

Come hai appena anticipato, domenica prossima riceverete la visita di un San Teodoro a caccia di punti preziosi per cercare di tirarsi fuori da una situazione abbastanza complicata. Quali insidie nasconde questo match e come fare per evitarle?

“Io penso che le insidie fondamentalmente si trovino in ogni partita. Sicuramente andremo ad affrontare una squadra in cerca di punti pesanti in chiave salvezza, però anche noi vogliamo vincere perché, in ogni caso, ormai siamo lì e vogliamo comunque provare a raggiungere il treno play-off ma senza assilli, come detto anche prima. Sappiamo che troveremo una squadra arrabbiata e che vorrà fare risultato, ma anche noi abbiamo voglia di vincere per portare a casa altri tre punti d’oro”.

 

A tuo giudizio, guardando l’attuale classifica, quali ritieni siano le squadre maggiormente attrezzate per arrivare fino in fondo e giocarsi la vittoria finale del campionato?

“Vedendo la classifica attuale e ripensando al campionato da loro disputato sin qui, direi che Rieti e Albalonga sono le due squadre che si giocheranno la vittoria fino alla fine. Personalmente spero che sia l’Albalonga a spuntarla perchè lì, oltre ad aver ex compagni, ho molti amici come Panini e Corsetti e in più lo meriterebbe la società, che negli ultimi anni ha sempre allestito belle squadre grazie al presidente Camerini e al direttore Tomei, quindi gli auguro di raggiungere questo traguardo. Va detto naturalmente che davanti a loro però c’è una squadra come il Rieti che ritengo sia la più forte del campionato per come ha giocato, sia all’andata che al ritorno, contro di noi. Sarà una bella lotta fino alla fine, mancano otto gare alla fine ed ogni partita sarà una finale, ogni piccolo errore potrebbe risultare fatale all’una o all’altra”.

 

Tra tutte le squadre finora affrontate, ce n’è stata una in grado di impressionarti particolarmente?

“Come detto poco fa, sicuramente il Rieti è stata la squadra che mi ha impressionato di più sia come collettivo che come individualità, per me è la favorita principale. Poi un’altra squadra che mi ha fatto una buona impressione è stata l’Albalonga, la quale più che altro ho visto bene nella partita d’andata dove ci ha fatto letteralmente impazzire soprattutto nel primo tempo. E’ da dire che anche loro hanno un organico importante e giocatori come Nohman nel reparto avanzato che fanno la differenza e sono metà squadra, per non parlare poi del duo difensivo composto da Panini e Paolacci che è un’ottima coppia, anche se resto dell’idea che il Rieti sia la squadra più forte ed è giusto che sia in testa alla classifica”.

 

A livello personale, hai qualche particolare ambizione che vorresti vedere realizzata nel breve e nel lungo periodo?

“Ho tanta voglia di giocare a calcio ancora, sto bene fisicamente e quindi l’impegno c’è, ma come dici tu bisogna anche pensare al lungo periodo, vedere quale sarà il mio futuro. Sicuramente mi piacerebbe rimanere nel mondo del pallone, magari anche a livello di giovanili ma più che allenare, mi piacerebbe insegnare le basi tecniche ai ragazzi perché ho una passione per la tecnica individuale che mi sono portato dietro per anni grazie a mio padre, che mi ha appunto insegnato le basi che adesso vorrei trasmettere ad altri. Vorrei insegnargli quanto è importante il sacrificio, apprendere le tecniche principali di questo sport ed allenarsi sempre e in modo continuo per migliorare. Questo è quello che mi piacerebbe fare, più che diventare allenatore, vorrei poter aiutare i giovani ad affinare la loro tecnica grazie alla mia esperienza”.

 

Nella mattinata di domenica scorsa, come un fulmine a ciel sereno, si è abbattuta sul mondo del calcio la tragica notizia dell’improvvisa scomparsa del difensore e capitano della Fiorentina Davide Astori, colto da un malore nel corso della notte tra sabato e domenica in una stanza d’albergo di Udine che lo ha strappato alla sua famiglia ed alla società viola e di cui oggi si celebreranno i funerali a Firenze. Quali sono state le tue prime sensazioni appena appresa la notizia?

“Più che sensazioni, il mio è stato uno shock così come per tutti, nessuno si aspettava una notizia del genere, è stato un fulmine a ciel sereno come hai detto tu. A noi sportivi viene anche un po’ d’ansia perché è vero che siamo controllati e monitorati in continuazione, ma se il male ti prende ti prende, purtroppo anche con tutti i controlli possibili essere più forti del male non si può. Sfortunatamente ad Astori è successo questo, non ci sono parole, davanti a certe cose si può solo stare in silenzio ed aver massimo rispetto per la famiglia, specialmente per la bambina e la sua compagna. Sono senza parole”.

 

 

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