ESCLUSIVA Promozione, Girone C – Praeneste Carchitti, mister Belli prova a scuotere l’ambiente: “La società ci è vicina, daremo tutto fino in fondo”

Questa mattina abbiamo avuto l’occasione rivolgere alcune domande a mister Marcello Belli, da Novembre sulla panchina della Praeneste Carchitti dopo l’esonero di Stefano Ferretti ed ex tecnico della Juniores Regionale arancio-verde.

Con il mister abbiamo fatto il punto della situazione per quanto riguarda la stagione del sodalizio dei presidenti Marcellitto e Tomassi, partito con l’intenzione di centrare una salvezza tranquilla che purtroppo sembra diventare sempre più difficile gara dopo gara, con l’ultimo posto in graduatoria ed il ritardo dalla zona playout accresciuto dopo l’ultima pesante battuta d’arresto.

Tuttavia nulla ancora è perduto come ha voluto sottolineare anche il mister, con il quale abbiamo parlato anche della situazione generale all’interno del girone, che vede il Lavinio Campoverde in fuga solitaria al primo posto con Atletico Morena e Sporting Genzano che cercano di lanciarsi all’inseguimento, passando poi a discutere di ambizioni personali a breve e lungo termine.

Di seguito, ecco l’intervista integrale rilasciata dall’esperto allentore di San Cesareo:

 

Buongiorno mister e grazie per il tempo che ci sta concedendo. Il suo arrivo sulla panchina di questa squadra risale a non molto tempo fa. Esattamente, da quando siede sulla panchina della Praeneste Carchitti?

“Buongiorno a voi. Ho preso la panchina della Praeneste dopo che la società ha preso la decisione di interrompere il rapporto di lavoro con mister Ferretti, era il mese di novembre”.

 

Cosa l’ha spinta ad accettare l’incarico di guidare la formazione arancio-verde a campionato in corso e con la delicatissima situazione che tutt’oggi vive?

“Avevo la Juniores Regionale e quando la società mi ha chiesto se ero pronto a prendere le redini della prima squadra ho accettato subito con la consapevolezza che le cose non sarebbero state facili, ma sono abituato a metterci sempre la faccia e lo farò fino a fine stagione, comunque vadano le cose”.

 

Quali erano gli obiettivi stagionali della società quando si è presentata ai nastri di partenza del torneo?

“L’obiettivo principale era quello di raggiungere una salvezza tranquilla. Poi una volta affidatami la squadra da parte della società, mi è stato chiesto di fare il massimo per centrare il traguardo”.

 

L’obiettivo, seppur lontano, non è ancora completamente compromesso. La zona che vi consentirebbe quantomeno di accedere agli spareggi playout è sì distante dieci punti, ma c’è ancora un intero girone di ritorno da disputare. Come si fa ad invertire la tendenza negativa che vi sta attanagliando?

“Io conosco soltanto un modo che è quello del duro lavoro sul campo durante gli allenamenti. I ragazzi continuano ad allenarsi dando sempre il massimo, la società ci dimostra la sua vicinanza con il direttore tecnico Saccucci che è sempre presente al campo per stare a contatto con la squadra. Noi continueremo a dare il massimo fino alla fine, poi si tireranno le somme”.

 

Nell’ultima gara disputata domenica scorsa purtroppo avete subìto una brutta sconfitta a domicilio nello scontro diretto ad opera dei Dilettanti Falasche. Il prossimo turno vi vedrà invece di scena sul campo del Palocco, un impegno molto complicato in virtù del fatto che i romani lottano per entrare nel giro dei play-off distanti appena tre punti. Quali sono stati gli errori commessi nell’ultimo incontro da non ripetere assolutamente per cercare di portare via dei punti pesanti dal “Palocco”?

“Domenica scorsa ci è mancato il gol. Abbiamo avuto 2 o 3 occasioni sia inizialmente per andare in vantaggio che poi per pareggiare, dopo purtroppo come accade sempre alla prima palla gol gli avversari la buttano dentro. Domenica prossima affronteremo il Palocco che è una bella squadra, ma noi non possiamo fare conti ed andremo a giocare come tutte le domeniche per vincere, poi al 90′ vedremo cosa sarà successo. Posso assicurare che i ragazzi daranno il massimo come hanno sempre fatto, magari mettendoci un po’ più di “tigna” e rimanendo concentrati per tutta la durata della gara. Noi siamo una squadra molto giovane, andiamo in campo tutte le domeniche con 7/8 under e questo pesa quando poi affronti squadre con 7/8 calciatori esperti”.

 

Parlando della situazione generale del girone, a suo giudizio ritiene che il Lavinio Campoverde, con 9 punti di margine sulle seconde Atletico Morena e Sporting Genzano, sia ormai lanciato verso la promozione diretta in Eccellenza oppure le squadre che inseguono potrebbero essere in grado di rifarsi sotto ed insidiare il “trono” dei granata?

Il margine è molto cospicuo, però proprio perché ci sono altre 3/4 squadre allestite per poter fare il salto in Eccellenza (Atletico Morena-Genzano-Frascati che è una mina vagante) non si può ancora dire chiuso. Negli scontri diretti può succedere di tutto, quindi fino alla fine sarà un campionato aperto per le squadre sopra citate”.

 

Tra le squadre che avete incontrato finora, qual è stata quella che più l’ha impressionata sotto l’aspetto del gioco?

“L’Atletico Morena di mister Berti è una squadra che gioca un ottimo calcio, ma già lo conoscevo essendo stato a San Cesareo quando lui vinse campionato e Coppa. Ho molta stima di lui sia come allenatore che come persona”.

 

A livello personale, da esperto allenatore, ha qualche particolare ambizione che vorrebbe vedere realizzata entro la fine della stagione e nel lungo periodo?

“A livello di squadra mi auguro innanzitutto di poter raggiungere l’obiettivo della salvezza con il Praeneste e di valorizzare i giovani che ho nel gruppo visto che ci sono due ragazzi del 2001 come Nuzzi e Lunardini che hanno le qualità per potersi togliere belle soddisfazioni. Per quanto mi riguarda sono giovane, ho 40 anni di cui 19 passati in panchina ed ho allenato squadre giovanili a livello di provinciali-regionali-élite e adesso Promozione. Ho avuto il piacere di arrivare nei professionisti con la Berretti della Lupa Castelli Romani, quindi di esperienza credo di averne fatta ma il sogno è quello di allenare e vincere nel mio paese a San Cesareo”.

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