ESCLUSIVA Promozione, Girone D – Gaeta, la grinta di Marco Pepe: “La squadra c’è, lotteremo fino alla fine”

ESCLUSIVA Promozione, Girone D – Gaeta, la grinta di Marco Pepe: “La squadra c’è, lotteremo fino alla fine”

Questa mattina siamo riusciti ad ottenere un colloquio con Marco Pepe, esperto centrocampista della squadra del golfo con un palmarès calcistico che vanta alcune stagioni vissute da protagonista con le maglie di diverse squadre di Lega Pro e Serie D e la partecipazione, con la squadra del Cervia, al famoso reality “Campioni, il sogno”, dove ha conosciuto e stretto una profonda amicizia con il figlio del “Pibe de Oro” Maradona jr, con il quale è rimasto in contatto al termine del programma televisivo ed ha avviato una serrata collaborazione per lo svolgimento di alcuni campi estivi e stage (“Il Calcio oltre la Scuola Calcio”) per ragazzi di età compresa tra i 6 e i 15 anni nella sua Paestum e a Salerno.

Durante la nostra chiacchierata, abbiamo chiesto a Marco se fosse soddisfatto dell’andamento stagionale della sua squadra, di cui è allenatore-giocatore, che in estate è stata costruita per cercare di tornare immediatamente nel campionato di Eccellenza dopo l’amara retrocessione dell’anno scorso.

Ecco le parole del forte centrocampista campano:

 

Buongiorno Marco, grazie per aver accettato l’invito per questa intervista. Innanzitutto, da quante stagioni indossi la blasonata maglia biancorossa del Gaeta?

“Questo è il mio secondo anno qui, arrivai a Dicembre nel corso della stagione 2015/2016, in Eccellenza, dove realizzai il gol salvezza contro il Minturno, più altri quattro nel corso del restante torneo. Sono tornato l’anno scorso fin dall’inizio della stagione, sempre nel massimo campionato regionale al termine del quale però, sfortunatamente, siamo retrocessi dopo aver disputato i play-out, ma avevamo una squadra giovanissima, ed ho deciso di proseguire anche quest’anno la mia avventura con il sodalizio gaetano nel campionato di Promozione”.

 

Essendo sia allenatore che giocatore di questa formazione, in quali panni ti trovi più a tuo agio quando scendi sul terreno di gioco?

“Mi trovo bene in entrambi i ruoli, è la mia prima esperienza come allenatore-giocatore, devo questa opportunità al Direttore Tecnico Melchionna, che mi ha messo in condizione di accettare l’incarico e con il quale ci confrontiamo su tutto. Ho avuto allenatori come Angelo Alessio, attuale vice di Antonio Conte al Chelsea che mi ha insegnato tantissimo, come anche Gaetano Auteri del Matera. Da ognuno di loro ho potuto trarre insegnamenti sia calcistici che di vita”.

 

Nell’ultimo incontro avete raccolto un pareggio tra le mura amiche del “Riciniello” contro la capolista Monte San Biagio. Considerando la caratura dell’avversario e la prestazione da voi offerta, ritenete di aver guadagnato un punto oppure perso un’occasione per avvicinare la vetta?

“Putroppo il calcio è fatto di episodi, vincevamo 1-0 e l’arbitro su un calcio d’angolo per gli avversari si è praticamente inventato un rigore. Il nostro portiere era a terra con la palla tra le mani dopo l’uscita dai pali in presa alta ed ha avuto un battibecco con un calciatore avversario terminato nel giro di pochissimo tempo senza particolari strascichi. Subito dopo stava rialzandosi per rimettere il pallone in gioco ma l’arbitro inspiegabilmente gli si avvicina e gli mostra il rosso diretto, in quanto a suo giudizio avrebbe volutamente colpito un calciatore della squadra avversaria. Nonostante l’inferiorità numerica e il rigore regalato, siamo riusciti a tornare in vantaggio ma sfortunatamente nel finale gli avversari sono pervenuti di nuovo al pareggio. Adesso ci aspettano diversi scontri diretti con le altre formazioni d’alta classifica, noi ci crediamo fino alla fine, nel girone di ritorno inizierà un nuovo campionato”.

 

La squadra è stata costruita per ambire al salto di categoria passando per la porta principale, ovvero il primo posto del girone, attualmente distante 7 punti. Arrivati quasi al giro di boa della stagione, quale può essere la chiave per recuperare il gap con la capolista?

“Se consideriamo che la prima partita con il Casalvieri l’avevamo vinta sul campo ma ci siamo visti togliere i tre punti a tavolino per un loro ricorso riguardo alcuni nostri tesserati, ora avremmo potuto essere a 4 punti dalla vetta. Putroppo in quell’occasione la società era convinta che i transfert dei tre calciatori in questione fossero arrivati in tempo, ma purtroppo non è stato così, ripeto comunque che nel girone di ritorno la musica cambierà, nelle ultime tre partite di questo girone ci sono degli scontri diretti che cercheremo di sfruttare per rosicchiare qualche punto alla vetta. Putroppo in questo periodo le cose non girano nel verso giusto, maciniamo gioco, creiamo tanto ma poi veniamo punti alla prima ripartenza degli avversari. Consideri anche che finora nessuna formazione è riuscita a metterci sotto, ma questo è un campionato dove le squadre pensano prima a non prenderle e tendono a chiudersi per tutto l’arco dell’incontro, specie contro di noi, e poi cercare di colpire di rimessa”.

 

La rosa è composta da un mix di calciatori giovani ed esperti i quali, quest’ultimi, oltre a dare il loro prezioso contributo in campo, cercano anche di dare consigli per fare bene ai ragazzi, in netta maggioranza e per lo più davvero giovanissimi. Qual è il segreto per gestire un gruppo simile e tenerlo unito e concentrato partita dopo partita?

“Credo fermamente che i giocatori più esperti debbano essere d’esempio ai giovani che iniziano a prendere confidenza con queste categorie dove spesso possono trovare delle difficoltà compiendo il salto dal settore giovanile alla prima squadra. Noi siamo davvero un bel gruppo, abbiamo formato una famiglia e ci aiutiamo l’uno con l’altro. I ragazzi vengono responsabilizzati senza far loro “pesare” il distacco tra giovani e grandi, io come capitano quando scendiamo sul terreno di gioco tratto tutti allo stesso modo ed è proprio così facendo che si riesce a tirare fuori il meglio da tutti”.

 

Entro il termine della stagione, c’è qualche particolare traguardo personale che auspichi di raggiungere?

“No purtroppo nel calcio non vince sempre la squadra più forte, ma quella che sbaglia meno. Mi piace parlare a campionato finito e magari in seguito potrò rivelare il traguardo che mi ero prefissato”.

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