FALLIMENTO MONDIALE – Audace, il dg Guidi: “Corazzata calcio italiana affondata inevitabilmente”

Italia eliminata, mancata la partecipazione al prossimo Mondiale di Russia. Una figura magrissima, un fallimento condiviso da una nazione intera. Dal basso, verso l’alto. Dalle serie minori fino a giungere ai vertici federali. È la sconfitta di tutti, l’implosione di un movimento intero.

Lunga disamina, approfondita e illuminata di chi il calcio dilettantistico lo conosce a menadito. È il direttore generale dell’Audace Genazzano – magnifico progetto di calcio e capolista del torneo d’Eccellenza, girone B – Marco Guidi a sviscerare a fondo il problema, nel day after della catastrofe:

“Da semplice dirigente dilettante noto che qui da noi il calcio si è cappottato, i ricchi rubano ai poveri e mi spiego meglio: per una società dilettante (dove nasce il calcio) affiliarsi ad un club professionistico è ridicolo, pagano le famiglie per i loro bambini per chi viene una volta ogni tanto a fare degli stage. Poi ti inviano gli istruttori di zona e non più quelli della società professionistica, ma quelli della società dilettante che si sono qualificati attraverso i vari corsi. Con il risultato che i ragazzini che stanno in una società di Eccellenza magari si ritrovano ad essere ISTRUITI da chi fa parte di una società di Prima Categoria. ASSURDO. Un tempo erano i professionisti a dire al club dilettante che sapeva lavorare bene “OK ti do un tot di soldi per avere l’opzione su qualsiasi talento che viene fuori”. Adesso il giochetto è cambiato, alcuni club giovanili dilettanti stipulano accordi con i professionisti e gli mandano un pacchetto di giocatori ad ogni inizio di stagione, poi i prof se gli mandi 5 calciatori te ne rimandano indietro 7, cosicché gli allocchi poi vanno ad acquistare i ragazzi che vengono dalla Roma, dalla Lazio o chi per loro. Per non parlare dei GENITORI, che pagano i vari procuratori per mandarli in giro per l’italia a perdere tempo e soldi. Dulcis in fundo il prezzo dei talenti. Comprare un calciatore da una società italiana costa quasi sempre uno sproposito. Ho ceduto Maurizi al Carpi ( SERIE B ) ad una cifra iniziale irrisoria, facendo una scaletta economica che se arriva ci sono dei bonus, ma la maggior parte delle società cede il PACCO e poi non ne vuole più sapere niente, escluso l’eventuale bonus per l’esordio in Serie A. E’ logico che se un club professionistico paga un ragazzo italiano al prezzo di 5 stranieri, opti per questa seconda soluzione.
Chi guadagna ancora con il calcio sono i procuratori, ma qui si dovrebbe fare un discorso a parte. Insomma ci sono tante componenti che sono concause dovute allo sfascio del sistema calcio qui nel Belpaese, ma la soluzione dovrebbe essere politica, dovrebbero cambiare alcune regole d’ingaggio, ma essendo scoppiato il paese a livello politico, dove una soluzione seria è lungi a venire, mi pare di poter dire SI SALVI CHI PUO’. L’inevitabile affondamento della corazzata del calcio italiano, iniziato con l’inizio della crisi economica del 2008 è avvenuto, ai posteri l’ardua sentenza. Per noi dell’Audace state tranquilli che non cambia nulla, non puntiamo a centri di potere, facciamo un calcio semplice e solare, non sarà un eventuale terremoto a modificarne il percorso sportivo”.

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