FALLIMENTO MONDIALE – Atletico Zagarolo, capitan D’Amico: “Manca la fame di arrivare, atteggiamento sbagliato. Non c’è più educazione calcistica”

Italia eliminata, mancata la partecipazione al prossimo Mondiale di Russia. Una figura magrissima, un fallimento condiviso da una nazione intera. Dal basso, verso l’alto. Dalle serie minori fino a giungere ai vertici federali. È la sconfitta di tutti, l’implosione di un movimento intero.

Il capitano dell’Atletico Zagarolo Valerio D’Amico ha voluto esternare il proprio credo circa il mancato passaggio del play off da parte dell’Italia contro una Svezia poco più che mediocre. Le radici del problema sono in profondità, da ricercare nella passione che muove i ragazzi verso questo sport:

“Si parla di troppi stranieri nelle Primavere, è sicuramente vero, ma quello che manca ormai è la fame di arrivare della maggior parte dei giovani italiani. È l’atteggiamento che è sbagliato e superficiale e questo vale per tutte le categorie, questa è l’era dei selfie, dei social, dei capelli pettinati per bene… Si pensa di più a questo, prima per un ragazzo il pallone era praticamente un prolungamento del corpo, oggi è secondario, terziario a volte. Colpevole di tutto questo è sicuramente un sistema fallimentare, composto da persone inadeguate, ma non solo. La responsabilità è anche del ragazzo stesso, dei genitori. Non c’è più l’educazione calcistica. Detto questo, per quanto riguarda le due partite contro quei bambolotti svedesi, se in 180 minuti non riesci a fare nemmeno un gol significa che è giusto che non vai ai Mondiali. Ventura per me ha fatto i danni veri, contro la Svezia poteva bastare una squadra di Prima Categoria con tanta fame… Adesso riprenderà il campionato e tra uno po’ di questa disfatta non se ne parlerà più, ma giugno per gli innamorati veri come me sarà un mese orribile. Arrivederci, speriamo ai Mondiali del 2022″.

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