Eccellenza – Monte Grotte Celoni, il ds Ventura chiede entusiasmo: “Salvarci e valorizzare i giovani, questi i nostri traguardi”

Con il presidente Emilio Piervincenzi che si gode qualche giorno di riposo, il Monte Grotte Celoni ha cominciato tre giorni fa le fatiche atletiche, quelle che devono servire da benzina almeno fino a Natale, periodo dei famosi “richiami”. Quelli senza il pallone tra i piedi a tutti i costi. Il “vecchio” Montecelio si è trasferito oramai da quasi un anno solare, in quel di Torbellamonaca, dove, tuttavia, rispetto alla passata edizione del campionato di Eccellenza, culminata con la conferma in categoria, avrà le “porte aperte” dell’impianto Carlo Panichelli. Si presuppone che la borgata casilina sappia rispondere in maniera entusiasta, per portare una seconda volta il fatto di restare tra le elette del calcio regionale. Ovvio e naturale che vadano evitati i paragoni, con l’anno scorso, visto che i vari Cesaro, gli Sganga e compagnia bella, hanno preso altri lidi. Si punta sulla apprezzata figura di Mauro Ventura, che è uno che conosce sia il Lazio e i suoi meandri giovanili, che le regioni confinanti. Tanto che l’allenatore sarà Marco Forti, lo scorso anno per un breve periodo a Palocco, due anni a Carsoli, Promozione d’Abruzzo.

Parla proprio il direttore sportivo. Dello scorso anno chi è rimasto?

“I portieri Leacche e Di Fazio, il difensore Tellone, Dioletta, Nanni: dovrebbe rimanere Severini, che è andato bene. Oggi è un po’ appesantito ma ha voglia di lavorare. Sono dunque arrivati tantissimi giovani, tra questi Menicucci dal San Cesareo, 1996, e un ragazzo del 1997 in prova, Gallinucci, sempre dal Cesareo. Sono stati presi D’Aguanno dal Palocco, l’attaccante Alessandroni, che ha avuto rapidi trascorsi a Chieti dove, purtroppo, la società è fallita e il ragazzo si era accasato a Subasio, nell’Eccellenza umbra. E’ arrivato il 1996 Andrea De Dominicis, dal Monterotondo. Mancano un difensore centrale e un centrocampista”.

Non era semplice, far restare quei pezzi pregiati che altre società volevano…

“Il nostro budget non poteva permetterci quelli che c’erano, ed è anche naturale, ed è anche giusto che siano andati a cimentarsi da altre parti”.

In zona che si dice di questa avventura?

“Una novità per tanti, con entusiasmo diverso, e giocando a porte aperte speriamo che si avvicini qualcuno, come pubblico e come imprenditori. La squadra è giovane e volenterosa”.

Rispetto all’altra stagione quali sono gli interlocutori della struttura?

“Sono Nunzio Testa e Silvano Bragetti, che hanno la funzione di rappresentare il presidente Lupi, con cui avevamo trattato la scorsa stagione”

La base, il settore giovanile, che tipo di manovre prevede?

“Facciamo la Juniores Regionale, la “B”, stiamo cercando di allestire una squadra di discreta competitività. Qualche ragazzo della precedente versione della Juniores giunta al secondo posto è rimasto; e tra le seconde e le terze siamo arrivati a perdere solo ai tiri di rigore contro l’Atletico Ladispoli, nella finalissima. Eravamo in graduatoria per tutto il lavoro svolto, e siamo stati ripescati”.

Il traguardo è il solito…

“Per noi vincere il campionato significherà restare in Eccellenza, e valorizzare al meglio i giovani che scommettono su una società dalle basi serie”.

Domenico Santucci

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