ESCLUSIVA Eccellenza, Girone A – La Sabina, arriva il momento di Diouf: “Ci giocheremo le nostre chance di salvezza, seguiamo il mister! Capretti mi ha voluto fortemente…”

Nome biblico, di origine ebraica. L’Adama in questione è Diouf, viene dal Senegal e viaggia verso il compimento dei 24 anni. Il La Sabina lo ha preso qualche settimana fa, tesserato dal diesse Severino Capretti. L’esordio – motivi burocratici permettendo – arriverà in questo fine settimana in una gara cruciale per gli uomini di mister Di Franco. In mediana, Diouf dovrà fronteggiare i dirimpettai Muzzachi e Sganga, facendo affidamento sulle sue risorse notevoli, che lo hanno portato a vestire negli anni passati la casacca del Brescia, 9 volte in Primavera. Gli è mancato il gettone in cadetteria, ma il tempo per risalire la china c’è tutto. “Fatto di terra”, questo il significato che cela il suo nome di battesimo. La terra, quella del ‘Valletonda’, che vuol scoprirlo protagonista già da domenica. Questa la chiacchierata che la redazione di Lazioingol.it ha piacevolmente portato a termine con l’ex rondinella.

 

Finalmente domenica dovrebbe essere il momento buono per l’esordio. Da quant’è che aspetti questo momento? “Si, è vero lo stavo aspettando da tantissimo tempo. Spero che possa andare bene, per me e per tutta la squadra”.

Una partita da recuperare, tre punti di ritardo dalla CPC. In più le concorrenti che sperano nella salvezza davanti corrono. È un’impresa possibile la vostra? “‘L’obiettivo oramai lo conosciamo tutti qual è: la salvezza. Abbiamo le nostre possibilità di farcela, bisognerà solo allenarci bene come del resto stiamo facendo. Ce la metteremo davvero tutta. Fondamentale sarà giocare da squadra, solo così possiamo raggiungere il traguardo”.
Mister Di Franco conosce bene il Montecelio, prossimo avversario al Valletonda. Come state preparando il fondamentale incontro? “Innanzitutto con grandissimo entusiasmo. Il mister è un grandissimo allenatore, ci sta aiutando molto ad ogni livello. Dobbiamo seguire i suoi dettami. Solo così avremo chance di giocarcela con tutti”
Il tuo approdo in giallonero è stata un’intuizione del diesse Capretti? Ci racconti come è nata la trattativa? “Il direttor Capretti è una grandissima persona, mi ha contattato da parecchio tempo, ma a dir la verità ero io titubante all’inizio. Volevo misurarmi in una categoria più alta, ma non mi è stato possibile. Lui mi ha voluto fortemente dal primo momento e una volta vinte le mie iniziali resistenze ho scelto di calarmi in questa realtà”.
Dal Senegal all’Eccellenza laziale, passando per la trafila giovanile al Brescia. A 24 anni da compiere la parentesi al La Sabina come la vivi? Può essere il trampolino di lancio per un rientro tra i professionisti? “Sono stato un paio di mesi in Senegal con la famiglia prima di accettare la proposta del La Sabina. Volevo ricare le pile nella mia terra natale, volevo stare tranquillo. Lavoro per tornare tra i professionisti e sono convinto di farcela. Devo far bene qui prima”.

 

 

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