ESCLUSIVA Prima Categoria, Girone E – Tamburro parla dopo la separazione dall’Estense Tivoli: “Per tentare miracoli sportivi di questo genere serviva più di un ingrediente…”

Tutto scritto o quasi in coda al girone E di Prima Categoria. C’è addirittura chi ha saputo far peggio, ma di certo la stagione dell’Estense Tivoli è di quelle orribili. Quindici sconfitte in 18 incontri, un pari, due vittorie ed un punto di penalizzazione, che fissa a sei le lunghezze racimolate da settembre. Una crisi che ha finito per pesare sulla situazione di Rocco Tamburro. Il mister della cavalcata della Juniores Provinciale di una stagione fa ha chiuso l’esperienza tiburtina. La redazione di Lazioingol.it l’ha contattato in esclusiva. Per il momento il passaggio di consegne ha portato tutt’altro che benefici, dati i 10 gol incassati in casa della capolista Futbolclub, domenica scorsa.
Cambio di manico per l’Estense Tivoli. A freddo, credi che questa decisione sia corretta, per il bene della squadra? “Se sia corretta o meno la decisione non lo so, però per compiere un miracolo sportivo sono fondamentali l’allenamento, lo spirito d’abnegazione e la presenza al campo, specie se sei una squadra giovane”.
Con una squadra di giovanissimi, spesso alla prima esperienza in prima squadra, conoscevi le difficoltà di un campionato di Prima Categoria o le percezioni iniziali erano differenti? “Personalmente, conoscendo la categoria e sapendo le difficoltà date dall’allenare una squadra giovanissima, avevo puntato molto sull’allenamento, sull’organizzazione tattica, ingredienti da contrapporre a squadre nettamente superiori tecnicamente. Considera che in alcuni match il più grande dei miei era un classe ’97…”
L’attuale situazione deficitaria è lo specchio e la diretta conseguenza della scapestrata gestione di un anno fa? “Già, questa potrebbe essere una motivazione. Molto probabilmente questo giovane gruppo di ragazzi sta pagando anche gli errori fatti la stagione scorsa”.

Ed ora, cosa pensi di fare? La panchina ti manca? “Adesso un po’ di relax e qualche partita da vedere mi faranno per un po’ dimenticare la panchina. Poi se ci sarà l’occasione rituffarmi in un’altra avventura di certo non mi tirerò indietro”.

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