Eccellenza, Girone B – San Cesareo, Apuzzo: “Ho il compito di formare i miei ragazzi”. Poi una frecciata all’Unipomezia…

Una sfida intrigante, densa di significati. Il giovane San Cesareo, reduce dalla prima sconfitta sul campo del Lido dei Pini, e la Vis Artena che fa parte del quartetto di testa del girone B di Eccellenza. Due squadre partite con diversi obiettivi, ma mister Mario Apuzzo non è uno che caratterialmente si dà per sconfitto in partenza. «Paradossalmente per noi è meglio giocare contro squadre di questo livello. Immagino che la Vis Artena, che è un’ottima squadra e che è sicuramente una delle possibili protagoniste di questo girone, verrà al Pera per fare la partita: noi dovremo cercare di limitare i loro punti di forza e cercare di valorizzare i nostri».

Il mercato ha regalato qualche altro giovane di talento: in particolare tre ragazzi del ’96 si sono aggregati ultimamente, ma l’esterno alto Fratangeli non è ancora disponibile e il difensore Di Nezza (anche lui non al massimo) potrebbe andare inizialmente in panchina, mentre l’attaccante ex Arzachena Giordano è pronto a giocarsi una maglia da titolare con Pieragostini. «Purtroppo dovremo giocare ancora a porte chiuse, ma speriamo che per la successiva sfida casalinga sarà tutto a posto» ricorda Apuzzo che poi si toglie un sassolino (abbastanza grande) sul ricorso, ufficialmente respinto, dell’Unipomezia per un’ipotetica posizione irregolare di Di Mario relativa alla prima giornata di campionato.

«Sapevamo di essere a posto e il giudice sportivo ha confermato questa tesi – spiega l’allenatore – Piuttosto mi dispiace per chi ha fatto ricorso, capisco che brucia perdere contro una squadra Juniores, ma i verdetti del campo andrebbero accettati». A proposito di giovani, secondo Apuzzo la sconfitta di domenica scorsa col Lido dei Pini è molto legata ad una certa inesperienza. «La squadra non ha giocato male, ma dopo il primo gol non c’è stata la reazione giusta. Va detto che questo è un gruppo che gioca con nove “under” titolari e che sta formando il proprio carattere: il mio compito è di far diventare questi ragazzi almeno “ometti”, se non proprio uomini».

Tiziano Pompili – Ilmessaggero.it

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